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Marco Pannella morto, 5 tra i più grandi scandali della sua vita senza limiti

“Marco Pannella è morto”, è questa la notizia che riecheggia di giornale in giornale e che dal primo pomeriggio è protagonista dei social. Come potrebbe essere altrimenti? Che si sia pro radicali o meno, è doveroso come italiani ricordare Marco Pannella – all’anagrafe Giacinto Pannella – e la sua grande vita da uomo politico, come pochi lo sono stati. Dalla campagna per l’introduzione del divorzio in Italia sino a quella contro la pena di morte, la vita di Marco Pannella è sempre stata segnata da tematiche di grande impatto e rilevanza sociale portate avanti con caparbietà e spesso senza limiti ed è proprio di questo suo essere sempre “oltre” che parleremo in questo articolo.

“Dobbiamo molto a #MarcoPannella, uomo forte e appassionato, protagonista della nostra storia e delle battaglie per i diritti civili.” così Pietro Grasso, ex magistrato e politico italiano, ha ricordato Marco Pannella che ha fatto della passione, del credere nelle sue battaglie il suo strumento più grande. Nessun limite, nessuna remora… Qualcuno, molti anni fa, avrebbe detto che “il fine giustifica i mezzi”: mezzi che non sono mai stati violenti ma che potremmo osare dire essere stati sconvolgenti, inaspettati e radicali. Tra questi ricordiamo alcuni gesti storici che suscitarono scalpore tra i media ma soprattutto tra i cittadini italiani: era il 1995 quando su Rai2, Alda D’Eusanio accolse il politico per discutere sulla proposta del referendum per la legalizzazione delle droghe leggere. Pannella non si presentò però a mani vuote bensì con un pacchettino contenente 250g di fumo: “Ma che mi vuoi mandare in galera a me?” rispose la conduttrice che subito dopo aggiunse “La tua passionalità è travolgente e importante perché hai cresciuto generazioni alla consapevolezza dei diritti”.

Torniamo indietro nel tempo e, in particolare, nel 1981 quando Marco Pannella stava portando avanti la sua battaglia per il referendum sull’aborto: il 9 Settembre di quell’anno il radicale riuscì a introdursi negli studi del Tg2 durante la diretta e riuscendo altresì a farsi riprendere imbavagliato e con un cartello portante i messaggi “Ladri di notizie. Furto di informazione”. Non solo grandi gesti in diretta tv, Pannella durante le sue battaglie candidò anche nomi scomodi del mondo italiano tra cui Ilona Staller (dai più conosciuta come la pornodiva Cicciolina) o Giuseppe Piromalli, boss della ‘Ndrangheta, al fine di porre l’attenzione sulla protesta contro il regime di carcere duro ai mafiosi. Nella sua carriera anche tanti arresti tra i quali ricordiamo quello del 1968 a Sofia durante la sua battaglia per la liberazione della Cecoslovacchia ma anche quello del 1975 a Roma, agli albori della battaglia radicale per la legalizzazione delle droghe leggere: il fatto passò su tutti i giornali per via del commissario che – nonostante il trasporto a Regina Coeli – gli manifestò la sua solidarietà inviandogli una lettera che finì però su tutti i giornali. “Mai nessun pentimento. Ero convinto dell’anacronismo di una legge che sanciva il carcere obbligatorio o l’ospedale psichiatrico per minorenni e tossicodipendenti magari solo per uno spinello”, queste le parole di quel rappresentante delle istituzioni dopo anni da quell’avvenimento che – come ovvio – stroncò in parte la sua carriera.

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