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Marco Pantani, morte e mistero: ecco cosa dice il medico che fece l’autopsia

Giuseppe Fortuni è il medico legale che eseguì l’autopsia sul corpo di Marco Pantani il 16 febbraio 2004, due giorni dopo che il Pirata venne trovato morto nel residence Le Rose di Rimini. Secondo il dottore Pantani non è stato ucciso. Conferma dunque la sua tesi, quella dell’abuso di cocaina e overdose, smentendo quanto uscito sabato scorso su tutti i giornali e ribadito da tempo dalla madre di Marco, Tonina, e dal suo nuovo avvocato. Lui che ha voluto nuove perizie le quali, per atto dovuto, hanno riaperto il caso.

caso pantani rimini

Fortuni, ed insieme a lui anche i due medici legali che arrivarono nel residence per constatare la morte di Marco Pantani, non aveva individuato ferite, ecchimosi e sangue sul corpo del Pirata. Inoltre, tre diversi esami avevano stabilito che il ciclista assumeva regolarmente cocaina. Indiscrezioni dicono che era arrivato anche a 100 grammi al mese, che era costretto a ingenti prelievi di denaro per pagare i suoi spacciatori. Indiscrezioni, forse esagerazioni, che gettano ulteriore mistero sulla morte di Marco Pantani.

Secondo i medici legali la causa della morte fu arresto cardiocircolatorio causata dalla cocaina ingerita in dosi elevate. Giuseppe Fortuni, poi, ricorda anche le poesie e i testi che egli descrive come “da delirio di droga”. Gli amici di Pantani e la madre dicono, invece, che il Pirata era solito scrivere quei testi spesso senza apparente senso. Eccoli:

  • «Hanno voluto colpire solo me»
  • «Colori, uno su tutti rosa arancio come contenta, le rose sono rosa e la rosa rossa è la più contata»
  • «Con tutti Marte e Venere segnano per sentire».

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