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Marco Vannini: accadde in casa Ciontoli pochi giorni dopo la sua morte, nuove indiscrezioni

Marco Vannini news: Quarto Grado ieri 18 maggio ha affrontato ancora una volta il caso relativo alla morte del ventenne di Cerveteri deceduto dopo ore di agonia a Ladispoli, esattamente quattro anni fa, dopo essere stato ferito (e soccorso in fatale ritardo) da un colpo di arma da fuoco in casa della fidanzata Martina.

Tanti i punti ancora oscuri della vicenda, sebbene manchi solo un grado di giudizio (la Cassazione) alla chiusura del caso. La blanda condanna alla famiglia Ciontoli ha innescato una polemica senza fine, acuitasi nelle ultime settimane in seguito alla nuova testimonianza inedita di Davide Vannicola, l’artigiano che ha rivelato ai microfoni de Le Iene che sarebbe stato Federico Ciontoli ad aprire il fuoco, non suo padre Antonio. Vannicola asserisce di avere appreso ciò da una confidenza fattagli dall’amico Roberto Izzo, ex comandante dei carabinieri di Ladispoli e testimone al processo. Ma non è finita qui. Anche Quarto Grado ieri ha reso noti documenti inediti sulla drammatica vicenda, mandando in onda una intervista al vicino di casa dei Ciontoli, il quale ha rivelato nuovi particolari su fatti accaduti poche ore dopo la morte di Marco Vannini.

Tommaso Liuzzi lo ha detto senza peli sulla lingua alla inviata di Quarto Grado: “Hanno fatto lavori in casa dopo la morte di Marco […] ho sentito rumori di martello, scalpello, spostamento di mobili”. Com’è noto la scena del crimine – la villetta dei Ciontoli a Ladispoli – non fu posta sotto sequestro. Le molteplici tracce lasciate dalla vittima e dai presenti al momento dello sparo mai repertate né analizzate. Quella casa, a suo dire, poche ore dopo la morte di Marco sarebbe stata ripulita. Tanti indumenti e oggetti spostati, ripuliti e non analizzati, che, se immediatamente posti sotto sequestro, avrebbero potuto permettere di ricostruire la dinamica dei fatti. In studio ci si è quindi posti un legittimo interrogativo: in quelle drammatiche e concitate ore, in cui si cercava di capire il perché dello sparo e i motivi di una morte così assurda, qualcuno avrebbe avuto tempo e modo di pulire la casa dei Ciontoli. Chi è stato e perché tale urgenza?

Un’altra vicina di casa (interpellata dal programma Mediaset) ha riferito di essere andata a parlare con Maria Pezzillo, moglie di Antonio Ciontoli, appena rientrata dalla caserma dove era stata interrogata in qualità di persona informata dei fatti. “Notai la casa ‘stranamente’ in ordine. Era ‘troppo’ in ordine … un ordine ‘perfetto’ …” che difficilmente ci si aspetta di trovare in un luogo dove poche ore prima è morto un ragazzo nel modo che sappiamo.

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