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Marco Vannini: cosa è successo in casa prima dello sparo? L’ipotesi dei genitori della vittima

Omicidio Marco Vannini, i genitori del 20enne di Ladispoli morto dopo essere stato ferito da un proiettile, non si danno pace per la sentenza d’Appello che ha ridotto la pena – da 14 a 5 anni – al principale indagato nonché padre della sua fidanzata, Antonio Ciontoli.

ROBERTA BRUZZONE SU CASO VANNINI

Marco Vannini: perché la casa dei Ciontoli non fu posta sotto sequestro?

Il loro urlo di dolore è questo: “La casa andava sequestrata”. Marina Conte e Valerio Vannini si riferiscono alla villetta dei Ciontoli, a Ladispoli, dove la sera del 17 maggio 2015 venne fu ucciso il loro unico e amato figlio. Ospiti di recente a Chi l’ha visto?, i coniugi hanno commentato la conferenza stampa indetta dai legali della famiglia Ciontoli, Andrea Miroli e Pietro Messina, “L’avvocato Messina ha detto che Ciontoli ha sparato involontariamente, ma la pistola era stata caricata volontariamente dato che presentava un difetto e non poteva sparare in modo involontario (come ha provato una perizia disposta dal giudice ndr) Inoltre lui era un militare, dunque, disponeva del porto d’armi militare in più quando lui ha preso le due pistole, a distanza di tempo una dall’altra, ha conseguito anche il porto d’armi civile e questo dimostra che tu possiedi qualcosa che ti piace. Quando prendi il porto d’armi devi seguire un corso durante il quale ti insegnano anche come va custodita la pistola“. Questa la puntualizzazione del padre di Marco, che non crede al “colpo accidentale” di cui Ciontoli ha sempre parlato.

Cosa è successo in casa prima dello sparo? L’ipotesi dei genitori di Marco

La parola è poi passata a mamma Marina che ha evidenziato la gravità di una negligenza da parte di chi ha condotto le indagini: “Inizialmente Ciontoli era stato indagato per omicidio volontario quindi secondo me la casa andava sequestrata. Inoltre gli avvocati affermano che Marco non ha perso sangue, ma il professor Gaudio, luminare della Sapienza, dice che mio figlio ha perso da 1,5 a 2 litri di sangue. La stessa Viola Giorgini dice che hanno asciugato il sangue con uno straccio. Antonio Ciontoli anche afferma di aver tamponato la ferita per asciugare il sangue. Quindi il sangue c’era”. Il mancato sequestro di casa Ciontoli è dovuta, per gli avvocati dei Ciontoli, al fatto che gli inquirenti all’epoca dei fatti indagavano per omicidio colposo. Sul possible antefatto, il signor Vannini ha aggiunto: “L’avvocato dice che siccome io e Marco ci siamo sentiti alle 23:05 ed il fatto è successo intorno alle 23:30, in quel quarto d’ora non può essersi sviluppata un’eventuale discussione. E se la discussione sia stata prima e poi in quel quarto d’ora l’impeto?

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