in

Marco Vannini, Martina Ciontoli e famiglia difesi pubblicamente su Facebook: il post che fa discutere

Omicidio Marco Vannini news: fa discutere il post di Roberta Petrelluzzi, conduttrice di ‘Un giorno in Pretura’, apparso su Facebook in cui, rivolgendosi a Martina Ciontoli, ex fidanzata del 20enne di Cerveteri ucciso da un colpo di pistola a Ladispoli, difende i Ciontoli dalla gogna mediatica in atto nei loro confronti. Una difesa che ha indignato molti utenti. Questo il post su Facebook: 

ROBERTA BRUZZONE SU CASO VANNINI

“Cara Martina Ciontoli,
ti vogliamo far sapere che siamo assolutamente in disaccordo con questo accanimento mediatico che, non si capisce perché, vorrebbe la vostra morte civile.
E’ un segno dei miseri tempi che stiamo vivendo, dove l’odio e il rancore prendono il sopravvento su qualsiasi altro sentimento.
Ci auguriamo che il nostro lavoro riesca a riportare la tragedia vissuta (perché tragedia è) alle sue reali dimensioni.
Roberta Petrelluzzi”.

processo marco vannini news

C’è chi ha apprezzato il coraggio della conduttrice di esprimere una opinione contraria a quella dei più, chi invece ha attaccato la Petrelluzzi. “Difendeteli ancora…. Tanto un ragazzo è morto e loro sono fuori a fare i porci comodi loro!”, “Ciontoli sono essi stessi la causa di questo accanimento mediatico. Quando racconteranno veramente cosa è successo quella maledetta sera ( e non versioni contrastanti o poco credibili) tutto avrà un corso più regolare. Un ragazzo è morto perchè non è stato soccorso e meriterebbe più rispetto. Tutti abbiamo ascoltato le registrazioni delle chiamate al 118 (le orecchie ci funzionano ancora) e ad un ragazzo appena colpito da un proiettile si chiedeva aiuto perchè colpito “dalla punta di un pettine”. Vergogna! Io non auguro la morte civile a nessuno ma la continua mancanza di rispetto di questo povero ragazzo mi indigna profondamente”, sono solo alcuni dei numerosi commenti apparsi nella pagina che dissentono dal messaggio-post indirizzato a Martina Ciontoli.

L’astio della opinione pubblica nei confronti della famiglia Ciontoli si è notevolmente acuito dopo che in Appello è stata drasticamente ridotta la pena – da 14 a 5 anni – ad Antonio Ciontoli e derubricato il reato da omicidio volontario a colposo. Contro siffatta sentenza si è posto il pm della Corte d’Assise d’appello di Roma, Vincenzo Saveriano, chiedendo omicidio volontario con dolo eventuale per l’intera famiglia Ciontoli (oltre a Viola Giorgini, assolta in primo grado dalla sola accusa di omissione di soccorso, anche i restanti membri della famiglia erano stati infatti condannati per concorso in omicidio colposo, a 3 anni di reclusione). Il pm ha altresì chiesto l’annullamento della sentenza di secondo grado del 29 gennaio scorso “con rinvio ad altra sezione della medesima Corte d’Assise d’appello”.

Marco Vannini intervista inedita al datore di lavoro: le sue parole smentiscono quelle della moglie di Ciontoli

 

 

 

Pisa, terrore in volo: “Abbiamo sentito delle urla, poi il panico”

Kabir Bedi a Vieni da me, il dolore per la morte del figlio: «Non c’è pena più grande!»