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Marco Vannini news sentenza Ciontoli: una condanna che ha il sapore dell’assoluzione, parla la difesa

Morte Marco Vannini, sentenza Appello: tiene ancora banco il tema relativo alla blanda condanna inflitta alla famiglia Ciontoli anche nel processo di secondo grado, che ha visto il principale imputato, il capofamiglia Antonio Ciontoli, destinatario di un notevole sconto di pena. Dagli iniziali 14 anni per omicidio volontario si è infatti passati a ‘colposo’. Ciontoli è stato quindi condannato a soli 5 anni in Appello per aver tolto la vita al 20enne fidanzato di sua figlia Martina. Confermati i 3 anni del primo grado ai restanti membri della famiglia Ciontoli, così pure l’assoluzione di Viola Giorgini. Una sentenza che ha fatto insorgere l’opinione pubblica e sollevato un polverone di polemiche. Disperata e affranta, la madre di Marco in una delle numerose interviste rilasciate in questi giorni dove ha dato libero sfogo alla sua disperazione, cinicamente ha dichiarato: “Credo che alla fine di questo processo sarò io a dover risarcire i Ciontoli e alla fine può darsi che mi ritrovi io con qualche anno di galera”.

marco vannini processo news 12 ottobre

Quarto Grado nella puntata andata in onda ieri sera, venerdì 1° Febbraio, ha intervistato i difensori degli imputati. Gli avvocati della famiglia Ciontoli, Andrea Miroli e Pietro Messina, hanno così risposto alle domande della giornalista Anna Boiardi:

Giusto dare l’omicidio colposo ad Antonio Ciontoli?

A: “Per poter parlare di omicidio volontario va dimostrata la volontà. La Corte d’Assise d’Appello ha applicato il massimo della pena per l’omicidio colposo. Che poi qualcuno possa dire che vi è sproporzione tra la tragicità del fatto e la pena applicata, questa è una valutazione che non può essere additata ai magistrati. Noi comprendiamo benissimo il dolore della famiglia Vannini, tuttavia in uno Stato di diritto è giusto che vengano applicate le regole”.

Il comportamento di Antonio Ciontoli è quello di una persona che spinge al suo interesse e fa morire un ragazzo?

A: “Questa cosa evidenzia ancora di più il fatto che non ci sia stato dolo. È proprio l’egoismo che ha spinto Antonio a comportarsi in questo modo. E dimostra che, se avesse saputo che Marco stava per morire, si sarebbe comportato in maniera diversa”.

Antonio Ciontoli andava assolto?

P: “No. Assolto in questi termini, assolutamente no. Anche lui l’ha detto: si è assunto la responsabilità di quello che è accaduto e cioè la morte del ragazzo. Ma ha sempre proclamato la sua indisponibilità ad accettare che lui volesse effettivamente che Marco morisse. Le sentenze possono essere criticate, ma c’è stata un’aggressione nei confronti dei magistrati che riteniamo debba rientrare. È un tema che è all’ordine del giorno del Consiglio Superiore della Magistratura, perché sono episodi che si ripetono un po’ troppo spesso“.

L’unica aggressione che però si è sentita in aula è stata quella del giudice contro la madre di Marco. In Cassazione su cosa potete puntare?

P: “Quando si definisce una sentenza vigliacca, quando si urla “Vergogna!”, mi pare si vada oltre quello che può essere un confronto civile”. “Innanzitutto bisogna conoscere la motivazione: a noi preme in modo particolare la difesa dei familiari di Antonio Ciontoli”.

Andavano assolti gli altri membri della famiglia?

A: “Il dibattimento ha dimostrato inequivocabilmente una differenza sostanziale nella consapevolezza tra Antonio e gli altri imputati. I due figli e la moglie sono stati indotti in errore dal padre. Le condizioni di Marco, in termini di gravità, non erano percepibili. I famosi due litri di sangue persi sono un’emerita corbelleria, perché Marco il sangue l’ha perso solo internamente”.

Come stanno vivendo questi giorni i Ciontoli?

P: “Questo sicuramente non è un passaggio indolore. Questa tragedia che li ha coinvolti non è una cosa che passerà in maniera tranquilla. Per molti anni vivranno questa condizione di sofferenza, al di là di quelle che saranno le risultanze dei processi”.

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