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Marco Vannini nuovo testimone Le Iene: parole su Antonio Ciontoli che potrebbero ribaltare il processo

Omicidio Marco Vannini Le Iene tornano con un clamoroso scoop sul caso. Nella puntata che andrà in onda questa sera, 5 maggio, viene intervistato Davide Vannicola, un amico dell’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo, con cui l’uomo si sarebbe confidato raccontando di una telefonata che avrebbe ricevuto da Antonio Ciontoli subito dopo lo sparo a Marco Vannini.
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Le parole che Vannicola ha pronunciato al microfono di Giulio Golia sono davvero incredibili, e potrebbero non solo avere un peso decisivo prima che la Corte di Cassazione si pronunci sulla vicenda, ma potrebbero addirittura rimettere in discussione la ricostruzione dell’omicidio del ragazzo morto in seguito a un colpo di pistola il 18 maggio 2015, e per cui è stato condannato a 5 anni il padre della allora fidanzata, Antonio Ciontoli, e a 3 anni e i suoi familiari, moglie e figli. Davide Vannicola ha dichiarato a Le Iene: “Un giorno Izzo mi viene a trovare in negozio e mi dice: ‘Amico mio, forse ho fatto una cazzata, che forse a livello di coscienza non si può recuperare perché è morto un ragazzo. E’ una cosa che mi porterò dentro tutta la vita'”. A quel punto l’ex comandante gli avrebbe chiesto: “Hai sentito parlare del caso Vannini?”, per poi confidargli un dettaglio clamoroso: “Ciontoli aveva chiamato Izzo dicendo ‘Hanno fatto un guaio grosso, mi devi aiutare, c’è il ragazzo di mia figlia ferito nella vasca'”. “Hanno fatto?”, ha domandato Golia, e il testimone ha ribadito: “Sì, gli aveva detto così”.

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Dal suo racconto, dunque, si evincerebbe che Ciontoli chiedeva aiuto per un “guaio” non commesso da lui, ma di cui davanti al magistrato e ai giudici si è sempre attribuito la paternità e la responsabilità. La succitata chiamata di Antonio Ciontoli a Roberto Izzo sarebbe partita prima ancora di aver chiamato l’ambulanza. Ecco perché l’ex comandante dei carabinieri avrebbe confidato a Vannicola di avere problemi di coscienza. La telefonata non risulterebbe agli atti (questo l’aspetto, gravissimo, della vicenda, che di fatto non ne avrebbe permesso la esatta ricostruzione) mentre risulta quella di Ciontoli all’ex comandante partita alle ore 1:18, quando erano già in ospedale. Le Iene sollevano quindi un altro interrogativo: “Con che telefono sarebbe stata fatta la chiamata?”.

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Davide Vannicola a Le Iene:

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