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Marco Vannini quando inizia il processo: ecco cosa rischia la famiglia Ciontoli

Cosa accadde davvero nella villetta di Ladispoli la sera del 17 maggio scorso? Perché Antonio Ciontoli, la moglie e i figli, Martina e Federico, e la fidanzata di quest’ultimo, Viola Giorgini, non prestarono soccorso immediato al povero Marco Vannini, ferito alla spalla con un colpo d’arma da fuoco?

Qual è il vero motivo per il quale decisero di abbandonare il 20enne agonizzante al suo terribile ed ineluttabile destino, cioè la morte? L’indagato numero 1 per il delitto, Antonio Ciontoli, dopo aver fornito diverse e discordanti versioni, ha sempre ribadito che si sarebbe trattato di un colpo accidentale, minimizzando l’entità della ferita del fidanzato della figlia.

Il momento decisivo per l’inchiesta, però, sta per arrivare e la famiglia Vannini presto potrà sperare di giungere alla verità – almeno quella processuale – dei fatti. La prima udienza del processo a carico dei 5 indagati è stata fissata per il prossimo 23 maggio. I Ciontoli sono accusati di omicidio volontario con dolo eventuale, Viola Giorgini di omissione di soccorso.

Cosa rischiano i futuri imputati? La pena per i Ciontoli “non potrà essere inferiore ai 21 anni di carcere” – queste le parole dell’avvocato Daniele Bocciolini, interpellato qualche settimana fa dal settimanale Giallo in merito al caso Vannini – perché secondo l’accusa “i Ciontoli, dopo lo sparo, consapevoli della gravità della situazione, pur avendo messo in conto la possibilità che Marco potesse morire, ponendo in essere una serie di comportamenti attivi e omissivi avrebbero accettato il rischio e, pertanto, voluto la morte di Marco”.

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