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Marco Vannini: si sparerà ancora nella villetta dei Ciontoli, chiesta perizia

Si tornerà a sparare nella villetta di Ladispoli della famiglia Ciontoli, dove  il 18 maggio 2015 fu ferito Marco Vannini, il bagnino 20enne di Cerveteri colpito da un proiettile esploso “accidentalmente” dal padre della fidanzata Martina, Antonio Ciontoli, e morto dopo alcune ore.

Il processo a carico dell’uomo, dei familiari presenti quella sera in casa, e della fidanzata del figlio, Viola Giorgini, è iniziato in Corte d’Assise a Roma lo scorso 23 maggio. Il legale dei coniugi Vannini, genitori del povero Marco, ha chiesto alla Corte che sia eseguita nella casa dove è avvenuta la tragedia una prova utile a capire la dinamica di quello sparo che ha ucciso il giovane. Vogliono cioè che all’interno di essa sia fatto esplodere un colpo di pistola reale, per verificare se sia davvero possibile (come sostengono gli imputati) non accorgersi di quel rumore e non capire che si tratti di un colpo di arma da fuoco.

L’udienza sarà aggiornata il prossimo 18 luglio, in attesa di allora il presidente della Corte, Anna Argento, dovrà decidere sulla lunga lista dei testimoni (una cinquantina) presentata dalle parti civili e dalla difesa. In quella data il pm Alessandra D’Amore citerà come testimoni i poliziotti e gli infermieri che intervennero sul posto, annunciando inoltre il deposito delle chiamate fatte dai Ciontoli al 118 la sera della tragedia e le versioni tardive e menzognere fornite circa la dinamica di quello che definiscono “un incidente”.

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