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Marco Vannini ultime news Antonio Ciontoli, avvocati ricorrono in Cassazione: «Cinque anni sono troppi»

La trasmissione Rai Chi l’ha visto? torna ad occuparsi del caso di Marco Vannini, il ragazzo morto a maggio del 2015, quando, trovandosi a casa della fidanzata a Ladispoli, un proiettile lo colpisce alla schiena. E’ stato Antonio Ciontoli a prendersi la responsabilità di aver sparato per errore al fidanzato di sua figlia, Martina.

vannini ciontoli

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Gli avvocati ricorrono alla Cassazione

Antonio Ciontoli è stato condannato a cinque anni per omicidio colposo, mentre gli altri membri della famiglia a tre anni. Gli avvocati della famiglia Ciontoli hanno deciso di rivolgersi alla Cassazione affermando che questa sarebbe una sentenza troppo severa. L’avvocato Miroli chiede per il resto della famiglia l’assoluzione secca, ovvero l’annullamento della sentenza perché spiega “Non c’è nessuna responsabilità in virtù del principio dell’affidamento. I due figli e la moglie non erano assolutamente consapevoli della situazione essendo stati indotti in errore dal padre e come tali non hanno fatto altro che affidarsi ad Antonio Ciontoli”.

L’omicidio colposo è punibile fino a un massimo di cinque anni di reclusione a partire da sei mesi. Si chiede il riconoscimento delle attenuanti generiche e quindi l’ulteriore sconto di un terzo. «Potrebbero concludere a quattro mesi di carcere se vincessero il ricorso», dicono in studio. Per far abbassare la pena gli avvocati portano agli atti la personalità di Ciontoli e dalla sua dedizione allo Stato. L’uomo è un militare e ha sempre temuto che la morte del ragazzo potesse compromettere la sua carriera.

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Il mistero sulla morte di Marco Vannini

Il caso è comunque ancora un mistero. Si parla ancora dello scoop della trasmissione Mediaset Le Iene in cui hanno portato delle prove a sostegno del fatto che non sia stato Antonio Ciontoli a sparare a Marco Vannini. Antonio su consiglio del suo avvocato si sarebbe preso la responsabilità dell’azione per evitare al figlio gravi problemi. Le Iene hanno raccolto l’intervista inedita a Davide Vannicola, amico dell’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo.  «Mi disse che Ciontoli lo aveva chiamato per risolvere un problema che c’era stato in famiglia. Chiamandolo prima della chiamata all’ambulanza e che Antonio non era stato ad uccidere Marco, ma suo figlio».

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