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Margherita Vicario intervista esclusiva: da The Pills – Sempre meglio che lavorare a Leggermente classica

UrbanPost ha intervistato la bravissima Margherita Vicario che dopo The Pills – Sempre meglio che lavorare, si è impegnata a creare lo spettacolo Leggermente classica in collaborazione con un venticinquenne molto talentuoso, nella conclusione del suo secondo disco e in una nuova fiction per Mediaset.

Se dovessi fare un bilancio dell’ultimo film che ti ha vista protagonista, ovvero The Pills – Sempre meglio che lavorare, che bilancio sarebbe?

Sarebbe un bilancio molto positivo perché, anche se non ha magari raggiunto numeri giganti come incassi e diffusione, però è un film, secondo me, talmente fedele alla situazione dei trentenni in Italia in questo momento che penso che fra dieci anni questo film verrà rivisto per capire cosa è cambiato. Se un film dopo dieci anni viene comunque rivisto, secondo me è sicuramente un film importante. L’ipotesi di rivederlo nel futuro è perché il film è molto fedele alla contemporaneità e rivederlo in futuro vuol dire che verrà usato come un termine di paragone per andare a confrontare le uguaglianze e le differenze. Come saranno fra dieci anni i trentenni? Come sono cambiati i trentenni di cui parla il film? Insomma io sono molto felice di averne fatto parte.

Come è stato far parte del cast del film?

Molto divertente anche perché di solito sono abituata a lavorare con dei registi televisivi, professionisti, di 50/60 anni, invece stare su un set dove ai comandi c’è un mio coetaneo talentuosissimo che dei giorni è più nervoso, dei giorni più tranquillo, dei giorni più allegro, è stato molto bello. Mi sono proprio sentita parte della squadra.

Qualche aneddoto, qualche scenetta divertente?

Il film è pieno di scene divertenti. Pensandoci un secondo mi viene sicuramente in mente che fra le cose più divertenti ci possa essere il fatto che la nonna di Luca, che è la vera nonna, per recitare aveva il gobbo, ma il gobbo scritto gigante. E io mi dicevo che si stava girando un film con una signora di settantacinque anni che leggeva il gobbo. Era meravigliosa. Proprio meravigliosa e spassosissima. Mi ricordo che sono andata dal regista e gli ho detto ma tua nonna recita con il gobbo e lui mi ha risposto: “eh si, altrimenti non recita!”. Era bellissimo!

Oggi, 20 Febbraio, sarai impegnata con il concerto Leggermente classica. Cosa puoi raccontarci in merito?

È un concerto nato dalla collaborazione con un chitarrista classico che si chiama Gian Marco Ciampa e che è un prodigio del conservatorio Santa Cecilia. Lui tiene tantissimo, visto che la sua passione è la musica classica e la chitarra, a non far rimanere proprio la musica classica nei ranghi accademici. Ha 25 anni e ha già fatto tour internazionali, ha vinto concorsi. Insomma è uno che in ambito accademico è sempre sul podio, tra i primi posti. Lui ha deciso di coinvolgere me, che invece sono una cantautrice anche un pochino particolare, non faccio un genere estremamente pop, e ha ri-arrangiato per chitarra classica e voce, delle mie canzoni. Da qui è partita l’idea di una serata in cui i due mondi potessero fondersi. Ci sarà un esponente della musica classica, un esponente della musica leggera e un coro di madrigalisti che nello spirito dello spettacolo farà sia un pezzo classico che un pezzo di un autore famosissimo degli anni 60 italiano rifatto a madrigale. Ci saranno sia i miei pezzi, delle cover cantate da me che dagli ospiti. L’ospite appartenente alla musica classica è un quartetto d’archi. È una scaletta molto variegata. Ci sono pezzi di veri autori e si spazia dalle cover italiane a quelle internazionali. Lo spettacolo è super variegato e durerà circa un’ora e venti. Due settimane prima di oggi avevamo già esaurito tutti i biglietti. È un’idea nata da entrambi, ma questo ragazzo è molto talentuoso e soffre nel vedere che in generale la musica classica non possa essere alla portata di tutti e questa serata invece vuole proprio far vedere al pubblico che esistono dei venticinquenni talentuosissimi che hanno dedicato la loro vita allo studio della musica classica, musica che è proprio passione e studio per i Grandi, e che tutti possono avvicinarsi a lei senza alcun problema

In futuro ti vedi più attrice o cantante?

Io lo considero come due occhi, due mani, due piedi. Non mi vedo più una cosa o più l’altra. So che forse la vita prenderà una piega, sicuramente prenderà una piega, però per adesso faccio di tutto per lasciare che i due binari camminino parallelamente. A me piace moltissimo fare cinema, televisione, fare l’interprete, ma mi piacciono in egual misura le mie canzoni, la mia musica. Forse dovrei prendere una decisione, ma per adesso sono felice così.

Cosa potrebbe condizionare la tua carriera artistica in uno o nell’altro caso?

O una grande occasione di lavoro nel cinema, perché il mondo della recitazione è un pochino imponderabile, è un mondo che non dipende troppo da te, è un mondo in cui tu fai parte di una grande macchina. Se ti capita un ruolo molto bello, anche per come funziona in Italia, se becchi un “bel” ruolo poi lavori tantissimo. Io, per carità, lavoro molto, però non faccio 7 film l’anno, ho dei buchi in cui faccio musica. Per propendere verso la musica servirebbero due o tre pezzi che facciano successo.

Presto sarai protagonista per Mediaset di una nuova fiction. Puoi darci qualche anticipazione?

È una serie molto bella, molto corale. Si intitola, in inglese, quello italiano ancora non lo so, forse lo decideranno più avanti, House husbands. Lavoreremo da qui fino all’estate e io ho un ruolo bellissimo, da maschiaccio. Poi più avanti se ne saprà di più.

Una cosa che non ti hanno mai chiesto e che vorresti dire?

Vorrei raccontare che … perché c’è una cosa che mi sta a cuore perché mi è successa di farla … io vorrei che ci fossero più organizzazioni, più persone disponibili a portare la musica in luoghi alternativi come ospedali, case famiglia …. Mi piacerebbe, sulla base di quello che mi è successo, che un artista, come contributo alla società, si dedicasse con regolarità anche a queste cose mettendosi al servizio, facendo rete. Sicuramente ce ne sono, sicuramente ci sono moltissime associazioni che svolgono un lavoro egregio e che ogni giorno portano un sorriso a tutti, ma mi piacerebbe vedere che la cosa prendesse sempre più piede e diventasse regolare e che la musica riempisse e colorasse le giornate di tutti.

Progetti futuri?

Oltre alla fiction devo finire assolutamente concludere il mio secondo disco perché ci tengo tantissimo.

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