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Maria Callas: 38 anni dalla morte, un mito intramontabile di arte, fascino e passione

Il 16 settembre 1977 a soli 53 anni morì Maria Callas, il cui vero nome era Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulos, ma conosciuta con gli appellativi di Diva, Divina, Dea. Maria Callas non fu semplicemente una cantante lirica apprezzata in tutto il mondo, ma incarnò piuttosto un mito e nella sua vita si intrecciarono arte, mondanità e gossip. Nacque a New York probabilmente il 2 dicembre 1923, sul giorno di nascita l’incertezza è dovuta al fatto che i genitori restarono delusi di avere avuto una figlia femmina dopo aver perso il figlioletto Vasily di soli tre anni per un’epidemia di tifo. La Callas aveva una sorella maggiore di sei anni, Jakinthy detta Jackie, la prediletta della famiglia che prendeva lezioni di canto e pianoforte a cui di nascosto la Callas assisteva.

La Callas coltivò la passione per il canto già in tenera età e decise di dedicarsi a questa sua predisposizione anche quando la madre divorziando dal marito portò la giovane figlia con sé in Grecia. Ed è nella patria dei genitori che La Callas frequenterà dal 1937 il Conservatorio di Atene e, simultaneamente, studierà la lingua greca e francese. Proprio in Grecia, Maria Callas avrà i suoi primi successi come cantante esibendosi nella “Cavalleria Rusticana” nel ruolo di Santuzza e poi “Tosca“, suo perdurante cavallo di battaglia della sua carriera. Nel 1945 piena di sogni fece ritorno in America, anche per riabbracciare il padre, ma dopo due anni faticosi e senza particolari glorie professionali fuggì alla volta dell’Italia.

Il Bel Paese sarà per Maria Callas la sua patria elettiva. A Verona conobbe e sposò Giovanni Battista Meneghini di 37 anni più vecchio, cultore delle opere d’arte e della buona tavola. Un matrimonio dove mancava la passione, ma che regalò alla Callas un periodo sereno in cui per lei arriva un successo planetario riuscendo a cantare nei teatri di Verona, Milano, Venezia in opere quali la “Gioconda”, “Tristano e Isotta”, “Norma”, “I Puritani”, “Aida”, “I Vespri siciliani”, “Il Trovatore” e molti altri. In Italia ebbe come amici il sovrintendente della Scala, Antonio Ghiringhelli, Wally e Arturo Toscanini, il prestigioso maestro d’orchestra che rimase sbalordito dalla voce della Callas. Fu diretta nella “Vestale” da Luchino Visconti, da Pasolini con cui ebbe anche una tenera amicizia, da Zeffirelli e canterà con Giuseppe Di Stefano suo eterno innamorato. Nel 1959 si decise di separarsi dal marito. Poco dopo incontrò l’armatore greco Aristotele Onassis, di cui la Callas si innamorò perdutamente, ma sarà un amore folle, definito da lei “brutto e violento”. Coinvolta in una vita sregolata fatta di lusso, la “Divina” smise di studiare e di curare la sua vocazione, il canto. Iniziò per lei il declino professionale, nel 1964 Onassis la lascia per Jacqueline Kennedy, la Callas non si riprenderà più fino alla decisione di abbandonare la carriera artistica definitivamente e rifugiarsi a Parigi dove morirà triste e sola. Di lei rimangono le incisioni della sua mitica e straordinaria voce, mentre i suoi meravigliosi vestiti sono stati venduti all’asta a Parigi e le sue ceneri disperse nel Mar Egeo. In sua memoria e stata posta una lapide nel cimitero parigino di Pere Lachaise, dove riposano molti personaggi illustri dello spettacolo e della musica, del cinema, ma anche del della scienza e della politica.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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