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Maria Chindamo: ancora nessun indagato a quasi un anno dalla scomparsa, il punto sulle indagini

Maria Chindamo: a un anno dalla scomparsa si brancola ancora nel buio

Maria Chindamo: a quasi un anno dalla sua misteriosa scomparsa non ci sono nomi nel registro degli indagati. La magistratura dopo la sparizione della 45enne, avvenuta il 6 maggio 2016 a Nicotera (Vibo Valentia), ha aperto un fascicolo di inchiesta a carico di ignoti per i reati di sequestro di persona, omicidio premeditato e occultamento di cadavere.

Sì, perché di questo giallo l’unica certezza investigativa è che chi ha fatto del male alla imprenditrice calabrese avesse organizzato tutto fin nei minimi dettagli. Quando scomparve Maria Chindamo era al volante della sua auto, una Dacia Duster, alle 07:00 del mattino di fronte alla sua azienda agricola dove doveva incontrare il suo operaio Alessandro Dimitrov.

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Inutili gli scavi in cerca del cadavere tra Limbadi, Laureana e Rosarno; inutile l’ausilio dei cani molecolari, senza esito anche le analisi dei Ris sui veicoli, agricoli e non, sequestrati dall’azienda dell’imprenditrice e da altre proprietà agricole nelle vicinanze. Maria Chindamo è sparita nel nulla a un anno esatto dal suicidio del marito, che si tolse la vita perché non accettava la fine del matrimonio voluto dalla donna. Si ipotizzò che tra le due vicende vi fosse un collegamento, ma anche in merito a questa possibilità in mesi di indagini non è emerso alcun elemento in grado di provarlo.

Nessuno ha visto niente il giorno della scomparsa: l’appello del fratello Vincenzo Chindamo

Ne Dimitrov né altri testimoni, però, l’avrebbero vista quella mattina: qualcuno l’ha aggredita violentemente (tracce del suo sangue sono state rinvenute sulla vettura, ritrovata ancora con il motore acceso dall’operaio) e di certo il sequestro non è avvenuto nel totale silenzio. Possibile che nessuno abbia udito o visto qualcosa di sospetto? Una circostanza, questa, che desta molti sospetti in primis al fratello della vittima, Vincenzo, che proprio oggi 19 aprile è stato intervistato dalla trasmissione di Rai 1 Storie Vere, e ancora una volta ha detto di non volersi arrendere e ha invitato chiunque sappia, anche un piccolo dettaglio, di riferirlo immediatamente alle forze dell’ordine. “Chiedo giustizia per mia sorella Maria”, ha detto Vincenzo Chindamo, unico fratello della donna scomparsa.

Il racconto dell’operaio di Maria Chindamo: Alessandro Dimitrov dice la verità?

Fu proprio l’operaio con il quale Maria Chindamo doveva incontrarsi la mattina della scomparsa a dare l’allarme. A Laureana di Borrello, in provincia di Reggio Calabria, lo scorso 6 maggio l’imprenditrice arrivò in auto intorno alle 7; Dimitrov sentito nell’immediatezza dei fatti disse agli inquirenti di non aver nemmeno incontrato la sua titolare quella mattina, la quale non fece in tempo a entrare nella sua proprietà perché qualcuno – come le indagini hanno stabilito – la fece scendere dalla sua auto, la aggredì e la portò via proprio di fronte al cancello di ingresso.

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Possibile che l’uomo abbia avuto un ruolo in questa triste ed angosciante scomparsa? Ipotesi mai abbandonata da chi indaga, che tuttavia oggi non può fondarsi su riscontri concreti ed oggettivi. L’imprenditrice calabrese è sparita, e se anche il modus operandi di chi l’ha sequestrata ricondurrebbe a quello dell’ambiente mafioso, come confermato stamani a Storie Vere sarebbe stato escluso dagli investigatori che la vicenda sia da ricollegarsi alla criminalità organizzata.

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