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Maria Chindamo news, due auto sospette sul luogo del brutale sequestro: testimone parla per la prima volta in tv

Maria Chindamo news: a oltre tre anni dal sequestro della imprenditrice agricola madre di tre figli, brutalmente aggredita e presumibilmente uccisa, la magistratura inquirente brancola nel buio e può avvalersi solo di mere ipotesi investigative. Il corpo della donna non è mai stato rinvenuto né si conoscono i mandanti e gli esecutori materiali del delitto. C’è però una novità: per la prima volta in televisione, una donna – già sentita dai carabinieri – ha deciso di raccontare cosa vide lungo la strada in cui Maria Chindamo fu vittima del terribile agguato mortale.

Due auto sospette sul luogo in cui avvenne il sequestro di Maria Chindamo

Uscita di casa intorno alle ore 7 del il 6 maggio del 2016, Maria da Laureana di Borrello (Reggio Calabria) si diresse presso la sua azienda agricola sita in contrada Carini di località Montalto (Limbadi), dove aveva un appuntamento di lavoro. Proprio davanti il cancello di ingresso subì una barbara aggressione (le tracce del suo sangue sulla carrozzeria della sua auto rinvenuta ancora con il motore acceso ne sono inconfutabile prova) e venne portata via. In quel frangente temporale, all’imbocco di quella stradina di campagna però stava transitando in auto anche una donna che notò un insolito trambusto di veicoli e lo andò subito a riferire agli inquirenti.

Caso Chindamo: testimone oculare parla per la prima volta a Chi l’ha visto?

Oggi quella stessa donna, precedentemente intervistata dal settimanale Giallo, ha deciso di fornire il suo racconto anche a Chi l’ha visto? che l’ha intervistata senza inquadrare il suo volto per tutelarla, vista la delicatezza della situazione. Queste le parole della preziosa testimone: «Io trovandomi su questa strada ho visto da lontano una macchina bianca (la macchina di Maria Chindamo ndr) sulla sinistra, un Suv grande; dietro il Suv c’era una macchina di piccola cilindrata, nera». A quel punto la donna dice di essersi trovata di fronte un’altra vettura che le ha coperto parzialmente la visuale delle altre due, ferme proprio davanti il cancello della azienda Chindamo dove verosimilmente stava avvenendo il sequestro. La terza auto sbuca dal lato destro del sentiero:«Da questa stradina interpoderale sbuca un fuoristrada molto vecchio, sporco, di colore verde/blu scuro e si mette davanti… Poi ho visto la nera fare inversione di marcia e allontanarsi (nella stradina di fronte, dove si fermò ndr) e anche il fuoristrada svoltare, a sinistra, verso Rosarno».

Maria Chindamo punita a morte per avere lasciato il marito?Un giallo ad oggi irrisolto

Il terzo veicolo si trovava a transitare lì per caso o alla guida c’era un complice dei sequestratori assassini che aveva il compito di fare da ‘palo’ e accertarsi che non vi fossero testimoni e che l’agguato andasse così come previsto? Un interrogativo, questo, ad oggi ancora senza risposta. L’ipotesi della Procura è che Maria sia stata punita con la morte per avere lasciato il marito, suicidatosi esattamente un anno prima del suo sequestro dopo una lunga depressione scaturita proprio dalla non accettazione della separazione. Il corpo di Maria è stato cercato ripetutamente nei terreni di proprietà dei familiari del coniuge suicida ma senza esito alcuno. Chi (Salvatore Ascone, oggi indagato a piede libero) avrebbe manomesso, disattivandole, le telecamere della abitazione ubicata proprio di fronte il cancello dove è avvenuto il sequestro è stato arrestato ma scarcerato dopo poco tempo. E si brancola ancora nel buio.

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