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Maria Chindamo, pochi minuti per morire: emergono dettagli inediti su Ascone, ricercati altri sospetti

Maria Chindamo news: l’uomo arrestato per concorso in omicidio si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al magistrato. Salvatore Ascone, 53enne di Limbadi detto ‘U Pinnularo’, non è l’unico sospettato: indagati a piede libero, infatti, un suo operaio rumeno, Gheorghe Laurentu Nicolae, di 30 anni, e un parente di Ascone minorenne all’epoca dei fatti.

Salvatore Ascone arrestato

Maria Chindamo, agguato mortale in pochi minuti: nuovi dettagli sul delitto

Secondo la ricostruzione, in pochi minuti la mattina del 6 maggio 2016, tra le 7:10 e le 7:15, Maria Chindamo sarebbe stata bloccata davanti l’ingresso della sua azienda agricola in contrada Carini di località Montalto (Limbadi), dove si stava recando per un appuntamento di lavoro con il suo operaio. Pochi attimi per braccarla, ferirla, caricarla su un’auto e fuggire. Sulla sua vettura, trovata con il motore ancora acceso, il sangue prova del fatto che la povera donna è stata brutalmente ferita e poi uccisa. Come è ancora un mistero, poiché il suo corpo non è mai stato ritrovato.

L’accusa a Salvatore Ascone è lampante: per avere la certezza che il sistema di videosorveglianza della proprietà ubicata proprio davanti all’ingresso della azienda della donna non riprendesse il sequestro, la sera precedente l’agguato a Maria Chindamo è stato manomesso, disattivato. Per la precisione quelle telecamere avrebbero smesso di funzionare alle ore 22:37 del 5 maggio 2016. Si sarebbe trattato di una interruzione manuale dell’alimentazione dell’hard disk interno, e per averne certezza gli inquirenti, stando a ciò che trapela, avrebbero interpellato direttamente la casa produttrice cinese che ha realizzato il succitato impianto.

 

Scomparsa Maria Chindamo: si cerca un uomo “con un cappello bianco”

Davanti al gip del Tribunale di Vibo Valentia per l’interrogatorio di garanzia, Ascone però non ha aperto bocca. Se non fossero state manomesse, le telecamere di Ascone avrebbero ripreso i dettagli dell’agguato mortale a Maria Chindamo. L’accusa per lui è di concorso in omicidio, ma gli inquirenti stanno cercando altri ignoti presunti autori e mandanti dell’omicidio dell’imprenditrice 44enne. Tra questi in particolare un “uomo con un cappellino bianco” notato dall’operaio rumeno che lavorava per la Chindamo, Emilov Sasho Dimitrov. E ci sarebbe stato anche un ‘palo’ a bordo di un’auto allontanatasi dopo il rapimento della imprenditrice. Secondo la Procura il movente del sequestro-omicidio non sarebbe di matrice mafiosa ma legato a questioni personali o relativi all’attività svolta dalla Chindamo.

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