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Marijuana cura per ansia e dipendenza, dice uno studio

Il cannabidiolo, sostanza presente nella marijuana, sarebbe in grado di ridurre i disturbi collegati ad ansia e dipendenza. Questo quanto è venuto fuori da uno studio pubblicato sul British Journal of Pharmacology, che ha evidenziato i benefici del cannabidiolo e il suo possibile utilizzo nel corso di una terapia. Il cannabidiolo – o CBD – è una delle componenti non psicoattive presenti nella marijuana. A differenza del più noto THC – tetraidrocannabinolo – che, invece, provoca i tipici stati di allegrezza e rilassatezza di carattere psicoattivo.

Carl W. Stevenson dell’Università di Nottingham e uno degli autori dello studio, ha spiegato così gli effetti benefici di questa sostanza. “Abbiamo fatto una riesamina di alcuni studi sul cannabidiolo e la sua capacità di regolare stati di paura e processi della memoria in relazione rispettivamente ad ansia e dipendenza. Questi hanno dimostrato che il cannabidiolo riduce paura ed ansia se assunto da solo o somministrato insieme ad altri tipi di terapia. Il nostro studio, condotto su animali, ha dimostrato anche le capacità della sostanza di limitare la ricaduta in stati di dipendenza“.

In ogni caso, precisa Stevenson, la ricerca è ancora da incrementare, per via del ridotto numero di casi umani sottoposti ad esperimenti. La maggior parte degli studi sugli effetti del cannabidiolo sono stati condotti, infatti, su cavie animali. Tuttavia, i risultati di questi fanno ben sperare sull’utilizzo della sostanza a livello terapeutico nel prossimo futuro.

photo credit: ShaneRounce.com Design and Photography Grapefruit (Cannabis Sativa) via photopin (license)

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