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Marijuana, tra pro e contro: tutti i benefici e i molteplici effetti negativi

Nell’ultimo anno in Italia si è accesa la discussione attorno all’uso della cannabis a scopo terapeutico e all’autorizzazione alla sua produzione sul territorio del nostro paese; le applicazioni della marijuana in medicina sono molteplici ma di certo l’utilizzo farmaceutico non è l’unico ad aver reso famosa la cannabis in tutto il mondo. Eppure era stato proprio per questo scopo che l’uomo aveva iniziato ad utilizzarla ben 4000 anni fa, quando uno dei suoi principali impieghi era quello di anestetizzante.

Al momento in Italia l’unico istituto autorizzato allo studio dei cannabinoidi è il Cra-Cin di Rovigo, che analizza la genetica della cannabis e dei suoi derivati; in parole povere viene studiato il THC, o delta-9 tetraidrocannabinolo, che è uno dei principi attivi maggiormente presenti nella marijuana, così come cannabidiolo (CDB) e cannabinolo (CBN). L’Italia fino ad oggi ha comprato il suo fabbisogno farmaceutico di cannabis dall’Olanda ma quali sono i principali produttori mondiali? Al primo posto c’è l’America: Messico, USA e Paraguay producono circa il 46%; poi c’è l’Africa, con Nigeria, Ghana e Sud Africa che coprono il 26% della produzione mondiale e infine l’Asia, con Afghanistan e Pakistan che producono il 22%. Per quanto riguarda l’Europa, la produzione avviene in serra, con coltivazioni ad illuminazione artificiale che danno origine a prodotti ad alta concentrazione di THC, detti “skunk” 

La marijuana ha un effetto stimolante sui recettori del cervello CB1, andando ad influenzare sensazioni quali la fame, il dolore, i diversi stati d’animo ma anche la memoria; un uso occasionale ha ripercussioni diverse rispetto a chi ne fa un uso cronico e secondo alcuni studi provoca rischi inferiori rispetto all’abuso di alcol o di altre droghe. Non per questo però è da considerarsi meno pericolosa: l’assunzione eccessiva in età adolescenziale ad esempio può causare danni irreparabili a livello cerebrale, causando anche deficit nell’apprendimento. In età adulta, può causare cali della libido e dei livelli di testosterone fino a provocare infertilità. Tornado agli usi terapeutici, la cannabis rimane indubbiamente un rimedio molto efficace; la cura di epilessia o disturbi post traumatici attraverso la sua assunzione ha sempre dato riscontri positivi, così come nel caso della nausea e del vomito dovuti ai trattamenti di chemioterapia. Insomma, i benefici ci sono, comprovati anche dalla ricerca scientifica e dall’applicazione in medicina ma allo stesso tempo non bisogna tralasciare quelli negativi: nonostante faccia meno male dell’abuso di alcol e tabacco, rimane sempre dannosa sotto tanti aspetti. 

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