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Marine Le Pen riconfermata presidente del Front National

La biondissima Marine Le Pen, classe 1968, è stata rieletta presidente del Front National, ottenendo l’unanimità dei consensi espressi attraverso un voto per corrispondenza (100%), i cui risultati sono stati annunciati stamani a Lione durante il XV Congresso nazionale: “Siamo diventati il primo partito di Francia!” avrebbe annunciato fiera. Il FN dichiara 83.000 iscritti e sarebbero poco più di 22.000 i partecipanti al voto.

Le Pen, che non aveva un avversario, ha ricevuto un secondo mandato alla testa del partito: figlia di Jean-Marie, fondatore del Fn nel 1972, ne era stata eletta alla guida la prima volta nel gennaio del 2011 al Congresso di Tours, avendo la meglio sul candidato Bruno Gollnisch. Proprio ieri le lodi e l’abbraccio di Matteo Salvini, giunto a Lione per incontrare la candidata. Ma il congresso è stata anche l’occasione per lanciare la terza generazione della dinastia Le Pen: Marion Marechal-Le Pen, deputata di Vaucluse, che nonostante i suoi 24 anni, in quanto ad intransigenza non è inferiore alla zia: “Le suivisme américanophile a remplacé une diplomatie libre et indépendante, tout en effondrant nos capacités de défense” scrive sul proprio profilo Twitter (il servilismo filo-americano ha sostituito una diplomazia libera e indipendente mentre sono collassate le nostre capacità di difesa).

In questi minuti è in corso il discorso conclusivo dove Marine illustrerà i punti programmatici del Fn, un mix di nazionalismo, populismo e xenofobia che, al netto delle sorprese, dovremmo conoscere bene: stop all’immigrazione, chiusura delle frontiere, uscita dall’euro, sfrenato patriottismo, ritorno alle “origini e alla purezza dei valori del popolo francese”: “L’Europa è un albergo con una grande porta che accoglie, attraverso l’immigrazione, tutta la miseria del mondo”; “L’ideologia del meticciato ha un solo effetto: camuffare l’estinzione della diversità delle società umane”; “Riappropriarci del nostro paese, ristabilire la nostra economia, tornare maestri del passato del presente e del futuro, ecco le nostre ambizioni”, queste solo alcune delle pillole che la Le Pen sta dispensando su Twitter. “Siamo noi gli eredi dell’autentico spirito di resistenza francese” avrebbe invece detto a margine del congresso Florian Philippot, parlamentare europeo e vicepresidente del Fn.

(L’Unione europea è diventata una fabbrica per la produzione di disoccupati, una macchina per generare povertà e disperazione)

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