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Marino, l’addio finale: “Il Pd mi ha deluso, ha rinnegato il suo Dna”

I ripensamenti di Marino e il ritorno in campo non sono serviti a nulla. Oggi, nel primo pomeriggio, ventisei consiglieri comunali si sono dimessi in Campidoglio, determinando così lo scioglimento ufficiale dell’assemblea capitolina, della giunta e del sindaco. Tra applausi e attimi di intensa commozione, Ignazio Marino ha parlato ai giornalisti e ai suoi sostenitori durante una conferenza stampa indetta al palazzo Senatorio.

Auspicavo che si potesse spiegare in Aula, con un dibattito chiaro e trasparente, cosa stesse accadendo al comune di Roma, invece si è preferito andare dal notaio. Questo è segno di una politica che discute e decide fuori dalle sedi democratiche, dimostrando una totale assenza di rispetto nei confronti dei cittadini“. Parole dure nei confronti del Pd, definito dall’ormai ex sindaco come un partito che ha rinnegato il suo nome e il suo Dna. “Avrei voluto parlare anche al Pd, il partito che ho voluto, per il quale ho corso nel 2009 per la segreteria nazionale e che oggi più di tutti mi ha deluso“.

Ho chiesto di poter intervenire nell’assemblea capitolina, che è la casa dei cittadini. Mi è stato negato e chiedo ancora il perché. In chirurgia si dice che l’unico chirurgo che non sbaglia è quello che non entra mai in sala operatoria. Purtroppo e per fortuna di dottori così ce ne sono pochi, ma di politici così ce ne sono tanti.Prendo atto dunque della scelta dei consiglieri che hanno preferito sottomettersi e dimettersi evitando il confronto democratico“. Il riferimento è andato poi a tutti i successi ottenuti negli ultimi due anni insieme alla sua giunta, tra cui la pedonalizzazione integrale di via dei Fori imperiali, la fine dell’era dei residence, la candidatura della capitale per le Olimpiadi del 2024 e il nuovo stadio romano.

All’assemblea avrei voluto dire grazie per il contributo dato allo straordinario cambiamento di Roma. Abbiamo risanato i conti della Capitale: al momento dell’insediamento avevamo trovato un lascito di 816 milioni nel comune di Roma e solo nell’azienda Atac 874 milioni di debiti accumulati tra il 2010 e il 2013. Ora i conti sono in ordine, ora possono ripartire gli investimenti. Oggi Roma è tornata a essere virtuosa”. E poi l’apertura della metro C, il salvataggio dell’azienda Atac, quasi in fallimento, e il tentativo di spiegare ciò che ancora non è stato risolto. “Abbiamo rotaie della metro che non vengono sostituite da quarant’anni. Vi siete mai interrogati perché sui treni della Roma-Lido fa freddo d’inverno e caldo d’estate? Quelli sono treni non adatti per viaggiare in superficie. Un esempio per farvi capire quali problemi ci siamo trovati davanti. Abbiamo riportato Roma tra le grandi capitali del mondo”.

Ringraziando infine gli assessori e i presidenti di municipio, l’ex sindaco-chirurgo ha risposto ad alcune domande dei giornalisti. “Renzi? Non ho avuto rapporti turbolenti col presidente del Consiglio perché nell’ultimo anno non ho avuto rapporti“. E infine, rivolgendosi a chi lo ha tradito e a chi si è lasciato coinvolgere ha dichiarato: “Chi mi ha accoltellato ha un solo mandante. Certo quando un familiare ti accoltella, pensi se è stato un gesto inconsulto o un gesto premeditato?”.

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