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Mario Bozzoli news: stordito e arso vivo? Parla operaio addetto ai forni, dettagli inediti

Mario Bozzoli è stato arso vivo nel forno della sua fonderia?

Caso Mario Bozzoli ultime notizie: il doppio giallo di Marcheno è ancora senza una soluzione. L’imprenditore 50enne è misteriosamente scomparso intorno alle 19 dell’8 ottobre 2015, mentre finiva il suo turno di lavoro e si apprestava a fare il cambio di abiti e rincasare. In realtà non lo farà mai. Dopo la telefonata alla moglie per dirle che sarebbe arrivato a casa di lì a poco, scomparve.

In quel quel momento in fabbrica c’erano diverse persone: i suoi nipoti-soci, figli di suo fratello Adelio, Alex e Giacomo Bozzoli, e tre operai: Oscar Maggi, il senegalese Aboagye (Abu) Akwasi e Giuseppe Ghirardini. Quest’ultimo scomparve nel nulla poche ore prima di essere sentito dai carabinieri (era il 14 ottobre) come persona informata dei fatti, e venne ritrovato morto, ucciso da una capsula di cianuro, lungo la strada della tonalina, in località Case di Viso a Ponte di Legno. La Procura aprì due fascicoli di inchiesta: istigazione al suicidio per la morte di Ghirardini e omicidio volontario per la sparizione dell’imprenditore. I nipoti di Bozzoli e i due operai sono indagati, accusati di aver fatto sparire l’imprenditore gettandolo in uno dei forni presenti in fabbrica. Impossibile infatti per gli inquirenti che, tutti presenti in loco al momento dei fatti, non abbiano sentito né visto niente di strano, come invece sostengono.

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Giallo di Marcheno: Mario Bozzoli e i nipoti si detestavano

Mario Bozzoli stordito e arso in uni dei forni della fonderia, ad una temperatura di 1200 gradi. Questa l’ipotesi della Procura. Ecco perché, seppur in ritardo, fu disposto il sequestro dello stabilimento e le scorie residue dei forni sottoposte a minuziose indagini ad opera della anatomopatloga Cristina Cattaneo e della sua équipe, che tuttavia in due anni di indagini non sono riusciti a trovare la benché minima traccia del 50enne scomparso. Mario Bozzoli litigava spesso con i nipoti, in maniera molto accesa, anche in presenza degli operai. C’era tensione in fabbrica e i due nipoti insieme al padre stavano lavorando alla realizzazione di un’altra azienda a Bedizzole, ora in attività. Mario Bozzoli aveva accusato Alex e Giacomo di sottrarre a sua insaputa materiale dalla fabbrica di Marcheno per portarlo nella loro nuova ditta. La rottura tra i soci, insomma, sembrava imminente e inevitabile.

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Caso Bozzoli: dichiarazioni inedite dell’operaio addetto ai forni

A confermare questo astio fra Mario Bozzoli e i nipoti un altro operaio, che prestò servizio la mattina del 9 ottobre, apprendendo diverse ore dopo che uno dei suoi titolari era misteriosamente scomparso. Lui è Nello Raza, e ha parlato per la prima volta davanti alle telecamere di Quarto Grado: “Il giorno della scomparsa sono entrato in azienda ho visto Adelio, gli ho chiesto che cosa fosse successo. Mi ha risposto che era sparito Mario. Allora gli ho chiesto cosa dovevamo fare, io volevo andare a cercarlo. Lui mi ha risposto che dovevamo andare a lavorare”. L’uomo ha confermato il clima avvelenato in fabbrica e i cattivi rapporti tra Mario Pozzoli e i parenti-soci: “Ormai si vedeva che le cose in azienda stavano finendo, forse si stavano anche separando. Litigi? C’erano”. Nello Raza era l’operaio specializzato addetto al forno medio, proprio dove stava lavorando l’imprenditore e Ghirardini quando sono accaduti i fatti. Il 9 ottobre Raza lavorò dalle 6 fino alle 10:30, quando gli fu ordinato di spegnere i forni. “Ma prima di quel momento nelle ore precedenti abbiamo fatto tante colate”, ha aggiunto, spiegando dunque di non essere stupito del fatto che nelle scorie non siano state trovate tracce dell’imprenditore scomparso. L’uomo esclude che Mario Bozzoli sia caduto accidentalmente nel forno: “Non sarebbe mai scivolato perché era esperto e prudente”, ha detto. Quei forni andavano bloccati subito, perché invece spegnerli solo l’indomani?

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