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Marrazzo torna in tv e con lui l’eco dello scandalo ‘coca e trans’

Piero Marrazzo, l’ex governatore della regione Lazio, si appresta a tornare in tv, a 4 anni dallo scandalo a sfondo sessuale che lo travolse e per cui rassegnò le dimissioni da politico, cui seguì la sua sparizione anche dagli schermi televisivi. La torbida vicenda che lo vide coinvolto ebbe inizio quel 23 ottobre del 2009, quando fu diffusa la notizia che il governatore sarebbe stato ricattato da 4 persone appartenenti all’arma dei Carabinieri, in possesso di un video (mai diffuso dai media) che lo ritraeva in compagnia di un transessuale e con apparente presenza di sostanze stupefacenti in un appartamento di via Gradoli a nord di Roma, risalente al luglio precedente.

Lo scandalo che ne seguì, a quanto pare, lascia ancora strascichi. Proprio ora che la seconda serata di Raidue gli riapre le porte della televisione, per la conduzione dell’attesissima serie di documentari (prevista per novembre) che racconteranno il mondo dal punto di vista italiano e si chiamerà “Razza umana”, si riaprono i vecchi scandali della brutta storia che tutti ricordiamo.

“In sette anni il presidente Marrazzo mi ha dato 70mila euro. Nei nostri incontri non facevamo sesso ma consumavano solo cocaina. Ci siamo visti pure in uffici della Regione, […] agli incontri consumava sempre cocaina. Mi dava circa 1000 euro che servivano per acquistare la sostanza”; a parlare è Paloma, il viado che ieri ha testimoniato nel processo che vede imputati quattro carabinieri per il tentativo di ricatto all’ex governatore, che ha lasciato ai giudici della IX sezione penale del Tribunale di Roma proprio questa testimonianza. Immediata la replica di Luca Petrucci, il legale di Marrazzo, che annuncia querela al transessuale: “Il suo racconto è denso di fatti inverosimili e per questo acquisiremo i verbali d’udienza della sua testimonianza resa in aula e la denunceremo per calunnia”. Marrazzo frattanto cerca di voltare pagina e, intervistato da Nicola Porro a “Virus”, fa un mea culpa e ammette di aver fatto “frequentazioni sbagliate che un uomo politico non si può permettere”, ma precisa: “In un Paese dove regna la corruzione, io non ho mai fatto niente di questo tipo. Ma ho dovuto dimettermi“.Natalì trans Marrazzo

 

 

 

 

 

 

 

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