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Marta Pozzan fashion blogger, modella e attrice: prima intervista italiana in esclusiva per UrbanPost

Da Vicenza a Los Angeles, via Milano, dalla moda al cinema con un sogno in testa: Hollywood. Quando si hanno talento, passione e un viso che sembra fatto per il grande schermo è tutto più facile? Lo chiediamo direttamente a lei, Marta Pozzan, una di quelle ragazze di cui l’Italia dovrebbe andar fiera quando “parla di sé” nel Mondo. Marta ha le idee chiare e tanto entusiasmo fin da giovanissima: la moda è la sua prima vera passione ed inizia a collaborare fin dai tempi dell’Università con Silvia Paoli di Vanity Fair e si fa la gavetta da “fashion editor”, proprio mentre anche l’Europa scopre l’importanza delle fashion blogger e della comunicazione di moda “vicina ai gusti della gente” e fatta dai consumatori stessi.

© Meir Shavit

© Meir Shavit

Poi per Marta è un crescendo continuo: inizia a collaborare con i magazine più influenti e sbarca negli Stati Uniti, a Los Angeles, dove addirittura mette la firma sulle colonne dell’Huffington Post accanto all’attrice Jaime King, nella sua rubrica “Jaime’s picks”. Come fashion blogger ha collaborato con Barneys, Vogue Japan, The New York Times solo per fare qualche nome, ed oggi è autrice per l’edizione italiana de L’Officiel, prestigioso magazine di moda francese. E poi c’è It’s Super Fashion (.com) il suo blog che è poi stato il biglietto da visita per questa brillante carriera nella comunicazione per la moda.

Marta, quando ho letto la tua presentazione sono rimasto impressionato. Sai che sei un esempio raro per l’Italia? Non conosco altre fashion blogger che abbiano avuto una così rapida ed importante carriera internazionale. Da cosa è nato tutto?

“Troppi complimenti, mi sento in imbarazzo! Innanzitutto ci sono bloggers Italiane famose anche a livello internazionale, Chiara Ferragni e’ famosa in tutto il mondo e io l’ammiro davvero perche’ lei ce l’ha fatta senza doversi spostare negli USA ma direttamente dall’Italia. Lei e’ la vera pioniera della blogosfera italiana e anche internazionale. Io ho iniziato poco dopo ma ho deciso di trasferirmi subito in America e di mettermi direttamente in gioco sul mercato internazionale. Scelta facile? Scelta giusta? Facile per niente, giusta si spera… Il fatto di vivere a Los Angeles mi da la possibilita’ di accedere a contatti e a persone che non potrei mai conoscere in Italia ma al tempo stesso vengo sempre vista come ‘the Italian girl’ e non e’ facile acquisire credibilita’ in quanto ‘straniera’ negli States. Poi c’e’ chi e’ innamorato dell’Italia e ne apprezza la cultura, in quel caso gioco in casa! Mi ricordo di essere venuta a Los Angeles per la prima volta quando avevo 18 anni a studiare inglese alla UCLA durante l’estate e da quella volta non me la sono piu’ tolta dalla testa. Sapevo che appena laureata sarei dovuta venire qui ma non ho avuto il coraggio di farlo subito anche se spesso penso che avrei dovuto ma dicono che le cose arrivano quando si e’ pronti, quindi tutto e’ andato secondo i ritmi naturali.”

© Christian Vierig

© Christian Vierig

Quali sono le collaborazioni che ti hanno permesso di crescere di più come fashion editor?

Il mio primo lavoro come fashion editor e’ stato per Spray Style Magazine e nonostante fossi del tutto inesperta all’epoca, mi è servito molto a capire che cosa volevo fare e quale fosse l’aspetto del lavoro di editor che mi piaceva di più: gli accessori. Mentre ero ancora all’università (mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università Cattolica di Milano) ho cominciato a lavorare con Silvia Paoli, all’epoca redattore moda di Vanity Fair Italia al suo blog www.lostinfashion.it e devo dire che da lei ho imparato tantissimo, da come scrivere i pezzi e selezionare i looks di sfilata a come impostare la corrispondenza mail con showrooms e agenzie stampa a ‘come avere la testa sulle spalle…e le scarpe ovviamente’ come diceva lei…”

Quali sono i lavori che ti hanno più entusiasmata?

“Mentre lavoravo per Silvia Paoli, oltre a collaborare come fashion editor e writer presentavo anche un tg di moda, ‘Fashion Nuts’, in onda online su www.lostinfashion.it e facevo anche l’ intervistatrice alle sfilate durante le settimane delle moda di Milano (Bottega Veneta, Thom Brown, Max Mara, etc.). E’ stato quello il momento in cui ho realizzato che la mia passione per la moda andava ben oltre la scrittura e il lavoro in redazione. Ho iniziato ad interessarmi di cinema e di recitazione ed e’ cosi che ho deciso di trasferirmi a Los Angeles, dove vivo tuttora. Los Angeles e’ il posto ideale per me, in quanto posso lavorare come attrice e al tempo stesso dedicarmi al blog e alla moda.”

© Gev Miron
© Gev Miron

Sin dal primo contatto (un messaggio su Twitter) mi sei sembrata una persona diretta, anche se piuttosto timida e pur nulla “montata”. Per diventare importanti nel mondo dei fashion blogger bastano bravura ed ambizione o anche apparenza e spregiudicatezza hanno un ruolo decisivo?

“Penso che il detto ‘tutto aiuta’ sia sempre valido! Per fare strada, in qualsiasi ambito, servono determinazione e spregiudicatezza (sempre con buone maniere!) e soprattutto nel mondo della moda e dello spettacolo più che in tutti gli altri l’apparenza e l’aspetto fisico contano molto. Non basta saper dimostrare che si è intelligenti e all’altezza della situazione, ma bisogna essere taglia 38 con pelle perfetta. Fortunatamente il fisico mi assiste, non sono una top model ma me la cavo! Per quanto riguarda il mondo dei fashion bloggers, quel che conta a mio avviso è creare relazioni sincere con i fashion publicists, marketing e PR team e soprattutto con i designers dei vari marchi. La chiave vincente sono sostanzialmente il sorriso e l’amore per i vestiti!”

Nelle foto che ho visto in giro per la rete sei sempre sorridente e risulti molto spontanea: quanto ti piace essere fotografata?

“Mi piace molto essere fotografata soprattutto perché adoro la fotografia in generale e penso che per me sia come se recitassi in silenzio, solo con l’uso del corpo. Quando vengo fotografata mi sento libera e spontanea e colgo il momento per esprimere magari emozioni che normalmente tratterrei. La fotografia è indubbiamente un allenamento alla recitazione e serve molto per imparare ad essere a proprio agio col nostro corpo.”

© Gev Miron
© Gev Miron

Quali sono gli scatti che preferisci e cosa ti piace comunicare di te con una foto di moda?

“Adoro gli scatti di interni, in cui viene messa a fuoco anche l’architettura. Mi piacciono le foto di studio super minimal e ultra moderne ma al tempo stesso apprezzo anche la street style photography e i servizi meno posati. Quando scatto una foto mi piace poter comunicare una storia dalla posa in cui vengo fotografata, dall’espressione degli occhi e non sempre dev’essere qualcosa che faccia sorridere o star bene, a volte mi piacciono le foto tormentate e intense, quelle sono le più belle. Questo è il motivo per cui preferisco gli editorials alle foto del blog, perché sono artistiche e mi permettono di posare in modo meno convenzionale e noioso.”

Qual è il messaggio che vuole trasmettere una foto di una fashion blogger rispetto ad uno scatto che ritrae una modella “classica”?

“La foto di una fashion blogger dovrebbe essere per definizione ‘accessibile’ e ‘immediata’, rivolta agli addetti ai lavori e non solo. I fashion bloggers sono nati appunto per rendere la moda meno elitaria e da copertina. La fashion blogger dovrebbe essere spontanea e meno posata nelle foto, una ragazza semplice che ama la moda talmente tanto da dover condividere i propri looks su internet. Questa sono io ovviamente, ma penso che le mie foto siano molto di piu’ di pure fotografie di street style. Cerco ogni volta di usare i vestiti per raccontare una storia e per trasmettere emozioni.”

Cosa consiglieresti ad una ragazza italiana che volesse emulare il tuo percorso?

“Direi innanzitutto di avere la forza di dire quello che si vuole fare veramente e una volta reso chiaro al mondo, pensare solo all’obbiettivo e non farsi fermare da nessuno. La determinazione e la forza d’animo sono i cardini per riuscire a fare scelte importanti. Un’altra cosa che ho imparato in questi ultimi anni e’ che a volte si desiderano tanto delle cose ma quelle cose per un motivo o per l’altro non arrivano. Ho un detto che mi sta particolarmente a cuore: ‘Do it now, do it better, never stop!’”

Come vedi il panorama italiano del fashion blogging? Davvero bisogna andarsene all’estero (come per tanti altri mestieri, peraltro) se si vuol fare carriera?

“Penso che la scelta di andare a lavorare all’estero (per qualsiasi mestiere) sia del tutto personale e dettata dal proprio sentire. Io volevo fare questa esperienza a prescindere da tutto e quindi e’ stato un processo molto naturale, ma cio’ non vuole dire che si debba andare all’estero per far carriera. In Italia ci sono molte bloggers di successo che ammiro e seguo. La vera chiave e’ il lavoro sodo, quando c’e’ quello poi il resto viene, certo la passione sempre…”

© Carolinesmode.com
© Carolinesmode.com

Parliamo dei progetti ora. Ho scoperto che hai anche una pagina su IMDb ora: nel futuro come ti vedi, ancora fashion blogger o definitivamente attrice?

“Il mio futuro lo vedo pieno di arte, in tutti i sensi. Per me arte è scattare le foto per il blog, scrivere gli articoli per L’Officiel Italia e recitare nelle pubblicità e nei film. Sostengo che si possano avere piu’ talenti e predisposizioni e che si possano coltivare una alla volta o anche contemporaneamente. Mi ricordo che quando ero più piccola leggevo 3 libri alla volta perché sentivo che mi venivano idee migliori e più velocemente. Quindi si, la pagina IMDB esiste e l’idea è di aggiungerci crediti al piu’ presto!”

Che lavori hai fatto da attrice?

“Ho lavorato in molti video musicali per diversi artisti, alcuni recenti per la band australiana The Middle East Jesus Came to My Birthday Party, per l’artista hip hop israeliano Alon De Loco, Go Loco, per il solista Eric Lumiere e musicista trance italiano Giuseppe Ottaviani Love Will Bring It All Around. Ho girato anche varie pubblicitaà, tra cui parecchie per prodotti informatici come questa per Logitech. Devo avere l’aspetto di una ragazza che sta al computer ore e ore, in effetti non e’ poi cosi’ distante dalla realta’… Poi tanti cortometraggi e video di moda, come questo per Tibi.

Siamo sicuri che il tuo futuro sarà sul grande schermo: vuoi rivelarci qualcosa dei tuo prossimi progetti da attrice?

“Uno degli ultimi progetti a cui ho lavorato e’ stato ‘Le Invisibili Conseguenze’ il mio primo cortometraggio in italiano, di Alma Carrano e Nando Romeo (regia di Nando Romeo). Lo scorso anno il copione ha vinto il premio come miglior sceneggiatura nella prima edizione del concorso River Film Festival ed e’ stato presentato al Festival del Cinema di Venezia. Il progetto e’ a sostegno della disabilita’ e in particolar modo dei ciechi: io interpreto il personaggio di una “interessante” e cieca Angela che, anche se brevemente, riesce a comunicare con Gianni dal profondo non dei suoi occhi ma del suo cuore. Il corto approfondisce un tema molto delicato ossia il fatto che i ciechi, come sostengono alcuni studi, cercano di accreditare un’immagine di sé che si avvicini quanto più possibile alla normalità, e provano intimo compiacimento quando questa strategia trova riscontro in attestazioni di normalità da parte dei vedenti.”

Headshot 3

In questo articolo abbiamo avuto il piacere di pubblicare alcuni tuoi scatti esclusivi. Ci fai una promessa? Tornerai a trovarci con un guest post per “Urban Post Moda”?

“Grazie per l’intervista, e’ la mia prima per una pubblicazione italiana! Certo, a settembre tornero’ a trovarvi con un guest post sui trends autunnali magari…”

Ufficio Collocamento

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