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Martedì grasso Carnevale: cosa significa, perché ci si maschera

Si conclude con oggi, martedì grasso, il periodo di sfilate e ‘abbuffate’ del Carnevale 2019. Tradizionalmente, infatti, il martedì grasso è il giorno che precede l’inizio della Quaresima e quindi l’ultimo giorno utile per approfittare di cibi “grassi” prima del periodo di digiuno segnato dal mercoledì delle Ceneri. Nonostante tutto ciò sia ormai solo storia, qualche fedelissimo, rimasto legato alla memoria del passato, rispetta l’astinenza che il periodo precedente la Pasqua comporta. Per il resto, il martedì grasso è solo un’occasione in più per far festa e per travestirsi con il costume migliore. Rimane comunque il fatto che dietro le tradizioni del martedì grasso si celino storie centenarie e curiose tradizioni.

Martedì grasso, storie e curiosità dal passato

La tradizione del travestimento è antica almeno quanto l’uomo. La maschera è sempre stata considerata un oggetto misterioso e soprattutto mistico: sin dai tempi dei popoli primitivi vi era l’usanza di travestirsi con pelli animali durante le cerimonie, le feste o le danze e la maschera fungeva da tramite per mettersi in contatto con la vita spirituale; in pratica era un modo per congiungersi agli spiriti e ingraziarseli. Nell’Antica Roma, il concetto di maschera veniva celebrato in modo particolare durante i Saturnali, un ciclo di festività in onore del dio Saturno. In queste occasioni, si usava rovesciare le gerarchie sociali, dunque gli schiavi potevano considerarsi liberi e comportarsi di conseguenza, deridendo persino i padroni e i nobili. Lo stesso accadeva a Venezia, dove indossare una maschera permetteva a chiunque di trasgredire le regole e di insultare, tra l’altro, il doge. Probabilmente, proprio per questo motivo, nel 1268, venne introdotta una legge per limitare questa tendenza. Secondo alcune testimonianze, infatti, a Venezia, già nel XIII secolo, erano diffuse le tipiche maschere e durante le feste si racconta se ne facesse un uso talmente improprio e smoderato da rendere necessaria la limitazione di questa moda. Oggi, è rimasta quindi la tradizione di mascherarsi – un po’ per gioco – in ricordo dei tempi antichi e di quel significato mistico e trasgressivo.

Martedì grasso, l’origine e il significato del nome

Anche il nome attribuito al martedì e al giovedì “grasso” ha una propria storia: la parola Carnevale, deriva, infatti, dal latino carnem + levare, che significa letteralmente eliminare la carne. Il riferimento è dunque all’inizio della Quaresima, il periodo in cui, nella tradizione cristiana, si seguivano il digiuno e l’astinenza, abolendo totalmente la carne, considerata all’epoca un cibo molto ricco, quasi come un bene prezioso. La tradizione del martedì grasso non è un’usanza solamente italiana, anche in Francia, per esempio, si usa chiamarlo “Mardi Gras“, la stessa espressione con cui è conosciuto il Carnevale di New Orleans, negli Stati Uniti.

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