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Martina Pascutti è… Terribilmente Mamma!

Vi ricordate Martina Pascutti? Noi ce la ricordiamo bene, protagonista di una delle stagioni più fortunate e divertenti del Grande Fratello, il reality tv più noto e amato dal pubblico. Lei fu tra i personaggi più brillanti ed amati di quell’edizione, accanto a Patrick Ray Pugliese: diventarono una coppia nella casa del GF e poi una volta fuori proseguirono la relazione da cui, ormai oltre tre anni fa è nato il piccolo Leone.

Già, Martina ha 26 anni ma è già mamma. E quale sarebbe la particolarità, vi chiederete? Ce ne sono migliaia di altre mamme belle e giovani come Martina, single, sposate, conviventi, altrettanto incasinate ma sicure della propria vita, a volte faticosa, ma vita.

La particolarità sta nel fatto che Martina ha deciso di raccontare la sua vita da mamma “sprint” in un blog, che ogni settimana sarà ospitato qui su UrbanPost, nella categoria dedicata proprio alle donne con figli, dove raccogliamo notizie utili per la vita di tutti i giorni. E la sua è una vita di quelle che pulsano, con mille  lavori per sbarcare il lunario tra pubblicità, tv (Martina conduce un programma su QVC), radio, ed un bimbo di tre anni che la impegna come tutti i bambini piccoli, ma le riempie la vita d’amore. Martina però è una mamma con brio, una mamma “terribile” a volte, quando affronta le peripezie quotidiane che tutte le appartenenti alla categoria sono costrette ad affrontare, dai capricci dei propri cuccioli alle “guerre” con le altre mamme, dai normalissimi incidenti domestici alla preoccupazione per la salute dei piccoli.

Martina è una mamma che ride, di quelle che sorridono sempre ai piccoli incidenti di percorso ed agli ostacoli che sono la normalità crescendo un bimbo di tre anni. Martina affronta il racconto della sua vita con stile spontaneo ed efficace: nel suo blog su UrbanPost il racconto si dipanerà settimana dopo settimana, tra aneddoti e consigli di vita vissuta, il tutto con un tocco di ironia disperata a volte, ma che sa molto di mamma, “Terribilmente Mamma”. Ecco un assaggio, il numero zero del blog. Buona lettura.

“Terribilmente mamma. Essere madre può essere qualcosa di spaventosamente bello, appagante, rigenerante ma anche terribilmente stancante sia fisicamente che psicologicamente. Ebbene sì, lo confesso, sono mamma anche io di un bimbo di tre anni e mezzo di nome Leone, che cresce alla velocità della luce. Non appena volgo lo sguardo altrove, in un istante ritrovo mio figlio più grande di qualche centimetro.

Anche per questo ho deciso di cimentarmi con una nuova rubrica che immortali tutti gli attimi più belli dei bambini, di mio figlio e dei vostri, che racconti situazioni bizzarre come talvolta molto difficili dalle quali sono sempre riuscita ad uscire con le mie sole forze.

Non mi ritengo una “fashion blogger” o una “mamma blogger”, anzi! Detesto essere chiamata in questo modo, perché non sono nessuno per poter dare o imporre consigli a tutti i costi, ma mi farà piacere poter allungare una “mano virtuale” a tutte le mamme che ritrovano in situazioni analoghe alle mie con i propri figli. E allora partiamo, con questo numero zero di Terribilmente Mamma, proprio dall’inizio di una giornata tipo, ovvero dal risveglio insieme a mio figlio Leone e dal momento della COLAZIONE.

Come tutte le mattine, mi sveglio alle 7.30 per portare mio figlio all’asilo, anche se detto sinceramente, detesto essere tornata a questi terrificanti orari scolastici. La parte più impegnativa, dopo il risveglio e la vestizione di Leone, è la preparazione del biberon con latte e biscotti!

Ebbene sì, mio figlio adora iniziare la giornata con una bella dose di bibitone: latte, quattro biscotti e zucchero. Una bella bomba calorica. Al solo pensiero all’istante io ingrasso di 4 kg mentre per lui non ci sono problemi, lo beve tutto d’un fiato come se avesse appena sorseggiato acqua fresca.
Preparare un biberon di latte, è come partecipare ad una sfida di Masterchef nella quale mio figlio sembra la versione in miniatura di Carlo Cracco, che deve giudicare la qualità del tuo piatto. Mani e piedi cominciano a sudare, tanta è l’agitazione.

Arriva il momento topico, in cui credi e sei pienamente convinta di aver preparato il biberon più buono del mondo, MA arriva l’indiscutibile giudizio di tuo figlio che non appena avvicina la bocca alla tettarella afferma perentorio: “E’ caldo mamma, lo voglio tiepido!”

In quel momento, in cui già di prima mattina sei di fretta perché dovresti vestirti, uscire e andare verso i 300 mila appuntamenti di lavoro che ti aspettano, vorresti solo rispondergli con tono piccato: “E no mio caro, la temperatura è perfetta, bevilo e non rompere!” Invece nella realtà dei fatti, con tono pacato e dolce gli dici: “Ma certamente amore mio, te lo vado a raffreddare un pochino”.

Ritorni così in cucina velocemente, accendi al massimo l’acqua ghiacciata e posizioni il biberon (e la tua mano chiaramente) sotto il getto scrosciante; dopo alcuni minuti grazie ai quali hai perso la sensibilità alle mani, decidi finalmente che è il momento giusto per far assaggiare questa prelibatezza a tuo figlio. A questo punto per me, la colazione è già diventata un incubo.

Provo ad alzare il volume dei cartoni animati alla tv nella speranza che si distragga e non si accorga più della temperatura del biberon, ma niente da fare, l’incubo non è ancora finito: “E’ troppo freddo mamma!”
In quel preciso momento vorresti lanciare il biberon giù dalla finestra per il nervoso, ma non puoi perché quella è la sua “coccola” preferita del mattino. Pensi ad un modo rapido e indolore per scaldarlo nuovamente ed è proprio in quel momento che hai un’illuminazione che proviene dalla cucina. La tua salvezza, la tua speranza immediata: IL MICROONDE!

L’ora nel frattempo comincia ad essere tarda, inserisci il latte all’interno del forno, provi ad impostare il timer ad 1 minuto, pregando tutti i santi possibili affinché finalmente possa essere la temperatura giusta.
Ritorni in camera da letto, con Cracco Junior che ti aspetta sdraiato, riavvicini il biberon alla sua bocca, lo guardi con aria di sfida che lui restituisce senza paura, e finalmente ti dice le parole che volevi sentirti dire da circa 20 minuti: “ok va bene”.

In quel momento ti senti il vincitore di Masterchef, vorresti uscire sul pianerottolo e urlare a tutti che ti senti la più forte e potente per aver preparato il miglior latte del mondo con la temperatura (dopo mille tentativi) giusta e corretta! Terminata la bevuta, lo vesti rapidamente ed esci per portarlo all’asilo, ma questo sarà un altro capitolo da raccontarvi.

Questo è essere TERRIBILMENTE MAMMA!”

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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