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Massimo Bossetti Cassazione oggi: cosa potrebbe accadere al muratore accusato di avere ucciso Yara Gambirasio

Massimo Bossetti Cassazione oggi news: l’ultimo atto sull omicidio di Yara Gambirasio potrebbe andare in scena proprio oggi 12 ottobre, giornata cruciale per l’imputato che, nonostante due sentenze di condanna all’ergastolo, si professa innocente. “E’ la sua ultima spiaggia”, ripete da mesi uno dei suoi legali difensori, l’avvocato Claudio Salvagni, il quale insieme al collega Paolo Camporini chiede che a Bossetti venga concessa una super perizia sul Dna (prova regina che lo ha inchiodato) “poiché al mio assistito non è stato permesso di difendersi”.

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Massimo Bossetti: oggi 12 ottobre la sua ultima chance in Cassazione

Processi ingiusti, a detta della difesa, quelli subiti dal carpentiere bergamasco, e un ricorso in Cassazione lungo oltre 600 pagine, cui pochi giorni fa sono stati accorpati ulteriori ‘motivi aggiunti’, in cui i difensori di Bossetti hanno illustrato e circostanziato 23 obiezioni rispetto al quadro accusatorio messo in piedi dalla procura di Bergamo contro l’indagato, e poi sposati in toto dalla Corte di Bergamo e di quella d’Appello di Brescia, ancora più dura della prima nel dirsi certa della colpevolezza del muratore di Mapello, come spiegato nelle motivazioni della sentenza di condanna di secondo grado. L’udienza in Corte di Cassazione a Roma è prevista per le 12:00 di oggi, venerdì 12 ottobre; è l’ultima chance di spuntarla, per la difesa di Bossetti. La speranza dell’imputato è che la Cassazione – chiamata a pronunciarsi in merito alla legittimità delle due sentenze di primo e secondo grado che hanno condannato Massimo Bossetti all’ergastolo – reputi fondata l’obiezione regina mossa dalla difesa, che cioè all’imputato non sia stato concesso – come sancisce il nostro ordinamento giuridico – di potersi difendere nelle opportune sedi. Quando infatti vennero compiuti gli accertamenti genetici sulla traccia di Dna rinvenuta sugli slip e sui leggings della vittima, uccisa la sera del 26 novembre 2010, si indagava a carico di ignoti. Bossetti era sconosciuto agli inquirenti. Quindi tutti i test in laboratorio per risalire al profilo di Giuseppe Guerinoni-Ignoto1-Massimo Bossetti vennero effettuati dal Ris dei carabinieri non al fine di trovare elementi probatori contro un indagato conosciuto, perché gli inquirenti all’epoca delle indagini non sapevano che il muratore bergamasco esistesse. Bossetti sarà conosciuto dalla pm Letizia Ruggeri, titolare delle indagini, solo poche ore prima dell’arresto, avvenuto il 16 giugno 2014, 4 anni dopo il delitto. Si è sempre indagato solo sulla scorta degli elementi repertati e all’incriminazione di Bossetti si arrivò anni anni dopo, al termine di una mastodontica e senza precedenti indagine genetica compiuta sulla popolazione, maschile e femminile, della bergamasca, nello specifico nella Val Seriana, che portò a lui, arrivando però prima al padre illegittimo Giuseppe Guerinoni e a sua madre Ester Arzuffi, che gli aveva fatto credere di essere figlio di Giovanni Bossetti, suo marito. Ecco perché durante agli accertamenti irripetibili in laboratorio disposti dal pm Ruggeri sulle tracce genetiche (fatti al solo scopo di raggiungere la verità, nonostante si brancolasse nel buio e non vi fosse un sospettato) non parteciparono i consulenti di parte della difesa, perché non c’era all’epoca alcun indagato che avrebbe dovuto difendersi dall’accusa di omicidio.

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Omicidio Yara Gambirasio Cassazione: cosa potrebbe accadere oggi

La difesa di Bossetti da sempre si dice contraria a fare un “atto di fede sull’esito degli accertamenti fatti in laboratorio dai carabinieri del Ris” che hanno portato alla ripetizione dei test sulla traccia di Dna, culminata nella identificazione di Ignoto 1 con Giuseppe Guerinoni e dunque con suo figlio Massimo Giuseppe Bossetti; li ha da subito messi in discussione, reputa che non siano stati eseguiti a norma di legge e chiede che venga effettuata un’altra perizia (negata all’imputato dalla Corte d’assise d’Appello di Brescia) su ciò rimane dei reperti sporchi di tracce genetiche riconducibili a Ignoto 1, poiché la ‘prova regina’ – la tristemente nota traccia 31G20 – venne completamente esaurita in fase di indagine. Se la Corte di Cassazione – giudice tecnico sulle norme del diritto, non di merito sul caso – accoglierà la richiesta della difesa di Bossetti, si avrà un rinvio delle carte del processo alla Corte d’Appello, e saranno disposte nuove indagini (la succitata super perizia sul Dna) e assisteremo a un processo d’Appello bis. La Cassazione potrebbe anche annullare la condanna all’ergastolo senza appello oppure confermare l’ergastolo per l’imputato, che in quel caso davanti a sé avrebbe il carcere a vita. Oggi nell’aula del Palazzaccio non sono presenti i parenti dell’imputato, non c’è nemmeno la moglie Marita Comi, che da sempre lo difende a spada tratta. Apprenderanno in casa dalla televisione la sentenza della Corte di Cassazione. Quello odierno sarà solo un confronto fra toghe chiamate ad esprimersi in merito a presunti “vizi di legittimità” lamentati dai difensori di Bossetti in relazione a come sono stati condotti i processi a carico del muratore di Mapello.

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