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Massimo Bossetti, Marita Comi e le ricerche pedo pornografiche nel pc: nuove indagini in corso, presto una nuova verità?

Aggiornamento ore 19:45 – Massimo Bossetti ha preso le distanze dalla notizia trapelata nelle scorse ore secondo la quale un nuovo pool difensivo starebbe svolgendo delle indagini sulla vicenda giudiziaria che lo riguarda. Come confermato dal criminologo Ezio Denti ospite in studio a Quarto Grado nella puntata del 29 novembre scorso, l’unico team di sua fiducia è rappresentato da quello formato dagli avvocati Salvagni e Camporini e relativi consulenti. Lo fa sapere lo stesso Bossetti attraverso una lettera scritta di suo pugno e fatta pervenire all’avvocato Salvagni, il quale poco fa l’ha resa pubblica su Facebook:

Bossetti nella missiva non trattiene la rabbia e invita i sedicenti suoi nuovi consulenti a palesarsi. Li accusa di cetcare solo visibilità speculando sulla sua drammatica condizione di detenuto che si professa innocente e ingiustamente condannato all’ergastolo per un omicidio che non ha commesso. Ribadisce di non avere mai dato incarico alcuno a difensori e consulenti che non siano quelli già noti, che da anni si stanno occupando della sua difesa nell’ambito del processo sull’omicidio Yara Gambirasio e verso i quali nutre assoluta e piena fiducia.

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Massimo Bossetti moglie: Marita Comi – secondo quanto trapelato a Quarto Grado nella puntata del 29 novembre 2019 – avrebbe dato incarico ad un nuovo pool difensivo che dallo scorso gennaio starebbe lavorando sui reperti restituiti alla donna dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato in via definitiva la condanna all’ergastolo per il marito, ritenuto colpevole dell’omicidio della 13enne di Brembate, Yara Gambirasio. Si tratterebbe di 13 persone, tra avvocati, professionisti e genetisti, che starebbero compiendo nuovi accertamenti su incarico della donna che, dicono le indiscrezioni, per questa sua scelta autonoma avrebbe addirittura avuto qualche contrasto con il marito. Massimo Bossetti, infatti, come confermato da Ezio Denti in studio a Quarto Grado, conserva fiducia nel suo pool difensivo di sempre, che tutti conosciamo, nei confronti del quale l’incarico è tuttora valido.

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Marita Comi sceglie un nuovo pool difensivo per scagionare Massimo Bossetti

Probabile dunque che la donna voglia tentare il tutto per tutto nella speranza che, con le nuove tecnologie e software aggiornati, i presunti nuovi consulenti possano far emergere ulteriori informazioni che potrebbero arricchire quelle precedentemente acquisite nelle indagini condotte ormai nove anni fa. Secondo quanto trapelato nel programma condotto da Gianluigi Nuzzi, uno dei nuovi consulenti incaricati da Marita Comi avrebbe acquistato il furgone Iveco Daily di Bossetti per utilizzarlo ai fini delle nuove indagini: il suo obiettivo sarebbe quello di usarlo per compiere dei percorsi nelle strade adiacenti la palestra in cui la sera del 26 novembre 2010 scomparve Yara Gambirasio. Niente, insomma, verrà tralasciato. “Massimo non ha mai manifestato con noi l’intento di cambiare i suoi difensori, il nostro mandato è confermato – ha precisato in studio il criminologo Denti – e quel materiale non è assolutamente utile”, ha detto riferendosi allo scatolone restituito a Marita Comi e contenente i dispositivi elettronici di Bossetti già analizzati in maniera certosina (da accusa e difesa) durante le indagini negli anni scorsi. Si tratta del pc portatile in uso alla famiglia Bossetti, di un iPad, telefoni cellulari e chiavette usb. Dispositivi elettronici dai quali – questa sarebbe la speranza di Marita Comi – oggi con le nuove tecniche informatiche potrebbero emergere nuovi elementi utili a scagionare il muratore di Mapello. Si ricordi infatti che dal succitato pc i consulenti dell’accusa recuperarono diverse ricerche online dal contenuto altamente compromettente, utilizzate poi per corroborare l’accusa di “predatore sessuale” formulata nei tre gradi di giudizio a carico di Bossetti. Ricerche online dai contenuti pedo pornografici, per l’accusa pesanti indizi a carico dell’allora imputato, accusato di nutrire un incontenibile interesse sessuale malato nei confronti delle ragazzine minorenni.

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Massimo Bossetti pc: le ricerche pedo pornografiche sono davvero attribuibili a lui?

“Ragazzine con vagine rasate”, “Ragazzine rosse tredicenni per sesso”, sono due delle frasi incriminate recuperate dai consulenti dell’accusa che analizzarono il pc di Bossetti, tuttavia non riconducibili inconfutabilmente a lui in quanto link autogenerati durante la navigazione. Una di queste, però, la pubblica accusa l’ha attribuita con certezza a Massimo Bossetti, questa: “Tredicenni vergini capelli rossi”. Erano le ore 9:55 del 22 maggio 2014 (18 giorni prima che Bossetti venisse arrestato) e quel giorno – l’indagine lo ha appurato – il muratore non era andato a lavoro, sua moglie era fuori casa e i figli si trovavano a scuola. La prova, questa, che solo lui aveva potuto fare quella ricerca dal pc. Le altre succitate parole scabrose si sarebbero generate automaticamente durante la navigazione. A processo Marita Comi si assunse la responsabilità di quelle ricerche su internet ma per l’accusa sarebbero state opera di Massimo Bossetti. La speranza della donna è che oggi, rianalizzando i contenuti di quel pc, possa emergere qualche nuovo elemento che permetta di smantellare la ricostruzione dell’accusa che ha portato, nei tre gradi di giudizio, alla condanna di suo marito.

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