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Yara Massimo Bossetti, Procura si oppone ad analisi reperti e lui si infuria: «Mi impediscono di difendermi»

Yara Gambirasio news oggi: Massimo Bossetti fa di nuovo parlare di sé a pochi giorni dalla notizia di nuove indagini difensive sui reperti confermata dal suo legale Claudio Salvagni attraverso questo post su Facebook: “Con questo provvedimento la Corte di Assise di Bergamo quale giudice dell’esecuzione ha autorizzato la difesa ad indagini difensive su tutti i reperti. Finalmente l’inversione di rotta che da sempre aspettiamo per dare a Massimo una concreta speranza di dimostrare la propria innocenza. È il primo passo di un lungo percorso che premia la nostra convinzione. La mia era una promessa, ti porterò fuori di lì!”.

Massimo Bossetti no a indagini difensive: Procura Bergamo consentirà solo ispezione sui reperti

Ebbene, da quanto sta emergendo nelle ultime ore, sembra che la Procura di Bergamo si sia opposta alla decisione della Corte di Assise, e che in realtà alla difesa di Bossetti sarà consentito solo visionare i reperti e non effettuare su di essi indagini scientifiche. “Quel DNA non è mio. È scandaloso che non mi permettano di difendermi indagando sui reperti”, questo il nuovo sfogo del carpentiere di Mapello in una seconda lettera indirizzata al direttore di Libero, Vittorio Feltri. Massimo Bossetti non contiene la sua rabbia, è su tutte le furie per il ‘no’ della Procura di Bergamo a esami condotti dalla difesa sui campioni biologici dai quali è stato estratto il Dna di Ignoto 1 poi a lui attribuito, e che ha portato in tutti e tre i gradi di giudizio alla sua condanna all’ergastolo per il delitto della 13enne di Brembate.

caso yara calzini imbrattati di sangue

Ira Massimo Bossetti: nuova lettera piena di rabbia a Vittorio Feltri

Dopo l’autorizzazione a indagini difensive sui reperti di indagine, infatti, la presa di posizione della Procura di Bergamo appare all’uomo come un dietrofront. “Le chiedo gentilmente di non tralasciar nulla di quanto continuo a dover subire dalla giustizia italiana. Com’è possibile che venga trasmessa alla mia difesa l’autorizzazione da parte della Corte, successiva all’istanza depositata dall’avvocato Salvagni qualche giorno fa, di poter accedere ai reperti, a indagare sui reperti di Dna ancora disponibili, e a esaminarli con i miei consulenti e dopo 48 ore la procura di Bergamo mi nega di fare ulteriori accertamenti e le dovute indagini sui reperti consentiti, non solo nel fare una ‘ricognizione’ senza poterci mettere mano”. Poi continua: “Scandaloso tutto questo. Io mi chiedo, come posso difendermi nel provare la mia estraneità, se non mi permettono di difendermi a dovere indagando sui reperti nell’accertare l’assoluta granitica certezza, che quel DNA non mi appartiene. Per favore dottor Feltri, mi aiuti nel gridare facendosi sentire quanto d’inumano continuo a dover subire, e per quanto tutti noi cittadini “purtroppo” restiamo nelle loro mani. I miei figli soffrono e hanno bisogno del loro padre”.

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