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Massimo Galli, Coronavirus focolai sotto la cenere: «C’è il pericolo dei superdiffusori»

«La genesi di alcuni focolai dice che ci sono stati problemi legati a qualcuno in grado di diffondere parecchio virus. Il problema dei super-diffusori è un cardine nella situazione epidemiologica. I superdiffusori ancora esistono. Non bisogna lasciar covare l’infezione sotto la cenere. È probabile che qualcosa di questo genere sia avvenuto a Bologna e a Mondragone. Questa realtà esiste e può creare problemi». Così Massimo Galli, responsabile del reparto di Infettivologia dell’ospedale Sacco, in prima linea nella lotta contro il Coronavirus, in collegamento a #Cartabianca su Rai Tre con Bianca Berlinguer nel corso dell’ultima puntata.

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Massimo Galli, Coronavirus focolai sotto la cenere: «C’è il pericolo dei superdiffusori»

«Era abbastanza prevedibile che avremmo avuto focolai dispersi. In Lombardia, quando si fanno i conti con i nuovi casi, a questo punto è difficile pensare che si tratti di casi vecchi venuti oggi al pettine. Per le prime settimane dalla fine del lockdown questa situazione aveva una logica. Ora siamo di fronte probabilmente a qualche caso nuovo che meriterebbe di essere valutato, identificato e esaminato anche dal punto di vista dei contatti e dell’ulteriore diffusione», ha insistito l’esperto, che invita a mantenere alta la guardia. Dello stesso avviso il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri: «È normale che ci siano dei focolai, ce lo aspettavamo: bisogna scovarli, contenerli e spegnerli. Bisogna individuali e controllare anche i contagi che arrivano dall’estero. Infatti sono stati bloccati i voli dal Bangladesh».

«Questo virus è in grado di girare per il pianeta e tornarci addosso quando gli pare»

Il professor Massimo Galli in collegamento a #Cartabianca si è detto parecchio preoccupato: «Questo virus è in grado di girare per il pianeta e tornarci addosso quando gli pare. Da mesi mi spacco la testa per capire cosa potrebbe succedere, ho cercato di non fare mai l’indovino e di basarmi sui numeri. Mi sento di dire che non è certo che qualcosa debba accadere per forza in autunno. Questa non è una malattia come l’influenza, si diffonde in maniera diversa. Meno del 10% delle persone infettate sono responsabili di oltre l’80% delle nuove infezioni». E tornando sul problema dei nuovi focolai e del rischio di una seconda ondata il responsabile di Infettivologia del Sacco ha detto: «C’è un fattore di dispersione totalmente diverso rispetto all’influenza. Se mi becco l’influenza, è probabile che la trasmetta a qualcuno. Qui, abbiamo una minoranza di persone responsabili della maggioranza delle infezioni. E molte di queste persone sono asintomatiche. Questo virus è in grado di girare per il pianeta e tornarci addosso quando gli pare. Con che forza, non lo sappiamo», ha concluso il professore.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.