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Maternità anticipata: ecco i lavori a rischio in gravidanza

Le donne lavoratrici possono fruire della maternità anticipata in alcuni casi particolari: quando sono presenti delle patologie che possono mettere a rischio la salute di madre e bambino o ancora per complicanze in gravidanza. Un’altra situazione nella quale è possibile richiedere l’astensione anticipata rispetto al congedo obbligatorio è quando si svolgono dei lavori che possono mettere a rischio la gravidanza e il datore di lavoro non può spostare le future mamme in altre mansioni.

I lavori considerati a rischio sono tutti quelli nei quali le gestanti si trovano a trasportare e sollevare pesi o anche quei lavori nei quali le condizioni lavorative sono considerate faticose e gli ambienti di lavoro sono insalubri per la salute di mamma e bambino. L’esposizione ad agenti biologici, a sostanze chimiche dannose o l’esposizione a radiazioni ionizzanti sono alcune condizioni che possono mettere a rischio le future madri e i piccoli che hanno in grembo.

Nel caso in cui è possibile, il datore di lavoro sposterà le donne in dolce attesa a svolgere altri compiti, se questo non può avvenire è obbligatorio il congedo anticipato. Il Servizio di ispezione può decidere di prorogare l’interdizione sino ai sette mesi dopo il parto. La domanda di maternità anticipata può essere presentata sia dal datore di lavoro sia dalla donna lavoratrice.

Photo credit: halfpoint/shutterstock

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