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Matteo Cagnoni crolla in carcere: disperazione o strategia difensiva? Cosa sta accadendo

Omicidio Giulia Ballestri: il marito Matteo Cagnoni, condannato in primo grado all’ergastolo, sta molto male. Così i suoi difensori, a pochi giorni dall’inizio del processo d’Appello, hanno chiesto per l’ennesima volta i domiciliari per il loro assistito che, lo ricordiamo, si professa innocente. Molto provato dalla detenzione, l’uomo attraverso i suoi legali ha chiesto come eventuale destinazione dei domiciliari una struttura di cura.

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Matteo Cagnoni sta molto male in carcere: chiesti i domiciliari

Le sue condizioni psicofisiche sarebbero molto precarie ed incompatibili con la cella di un penitenziario. «Ad oggi l’imputato, secondo la difesa, manifesterebbe uno stato di decadimento grave e crescente, sul quale avrebbero inciso accadimenti come la perdita di potestà genitoriale e la scomparsa dello zio Giorgio, cui era molto legato. In questo contesto di disagio e dolore la cartella clinica del carcere attesterebbe che l’uso degli psicofarmaci è aumentato, i disturbi psichici e nervosi si manifestano con maggiore frequenza», si legge su Il Resto del Carlino. 

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La famiglia di Giulia Ballestri contesta la richiesta di Cagnoni

Uno stato di prostrazione che inficerebbe la capacità di Cagnoni di poter partecipare attivamente all’imminente processo, intervenire in aula per rilasciare spontanee dichiarazioni e difendersi, come invece ha fatto energicamente nel primo grado. Sorvegliato a vista in cella anche a tutela della sua incolumità, il dermatologo dei vip verserebbe in uno stato decisamente preoccupante. I giudici hanno pochi giorni di tempo per decidere se accordare o no all’imputato quanto richiesto: il trasferimento in clinica con braccialetto elettronico. La Corte di Assise di Ravenna ha giudicato in primo grado il medico ravennate colpevole dell’assassinio della moglie Giulia Ballestri, uccisa a bastonate nel settembre 2016 e lasciata agonizzare a lungo nella villa disabitata di famiglia sita in centro a Ravenna, dove l’uomo aveva attirato la vittima con un pretesto. La famiglia Ballestri ha giudicato “infondata” la richiesta dei domiciliari da parte di Cagnoni, «L’afflizione della detenzione produce implicitamente una sofferenza, che non è eliminabile ma solo accettabile», fa sapere.

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