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Matteo Renzi apre a Grillo: patto per riforma Senato e no all’uscita dall’Euro

Il neo segretario del Partito Democratico Matteo Renzi apre a Beppe Grillo, il leader extraparlamentare del M5S che ha alzato barricate alte fino al cielo nei confronti dei parti politici, tutti indistintamente. E Renzi lo sa bene che solo rompendo quel suo baluardo di incomunicabilità la politica italiana potrà uscire dallo status di congelamento totale in cui è bloccata da un po’ di anni.Matteo Renzi apre a Grillo

Ecco, quindi, il Sindaco di Firenze sempre più deciso a preparare il terreno affinché ciò avvenga. Non si piega ai sonori ‘no’ del comico genovese e, di nuovo, lo invita a scendere in campo, a ‘mettere le mani in pasta’ – visto che anche i parlamentari grillini hanno il dovere morale di occuparsi della cosa pubblica in quanto beneficiari dei voti di molti italiani alle ultime politiche – e collaborare con il suo Pd. Un’apertura a Grillo, quella di Renzi, piena di buoni propositi – “Caro Beppe, insieme faremmo grandi cose” – che mira ad una riforma del Senato e declina l’eventualità per l’Italia di uscire dall’Euro, e prende in considerazione la possibilità di sforare il vincolo del 3% al rapporto tra deficit e Pil. Così Renzi spiega la sua idea di patto con il M5S nell’intervista a Stefano Feltri pubblicata oggi sul Fatto Quotidiano: Con la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie locali si può risparmiare un miliardo di euro. Se i senatori Cinque Stelle sono d’accordo lo facciamo domani. Se Grillo rifiutasse dovrei pensare che non riesce a convincere i suoi senatori a firmare una legge che serve a cancellare le loro 60 poltrone” e, sul ‘controdiscorso’ di fine anno fatto da Grillo, ha da fare qualche precisazione: Nel suo discorso di fine anno Grillo si è preso meriti non suoi: anche le migliori battaglie dei Cinque Stelle ottengono risultati solo se c’è la sponda dei democratici. Alcune battaglie, anche sacrosante, del M5S possono essere portate a termine solo se i cittadini pentastellati fanno accordi […] per i parlamentari M5S il 2014 sarà l’anno chiave, quello in cui devono decidere se cambiare forma mentis”.

Fermamente contrario all’uscita dall’Euro, si mostra sempre propositivo e chiede al Governo Letta di portare in Europa la richiesta di sforamento del 3% nel rapporto deficit/Pil: “Se all’Europa proponi riforme istituzionali e un Jobs Act che attiri investimenti stranieri, allora in Europa ti applaudono anche se sfori il 3%”. In quanto mai dimentico di non dover allontanarsi dalla linea politica adottata in virtù della quale ha vinto le primarie, propone un patto limitato e circoscritto al M5S per metterlo di fronte ad una scelta, ad una presa di posizione. Staremo a vedere come replicherà il leader grillino all’ennesima seria proposta di collaborazione offertagli da Matteo Renzi. Ci si augura non con l’ennesima ‘pernacchia’ via blog.

 

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