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Matteo Renzi contro il reddito di cittadinanza: «È un inno al lavoro nero, un elogio a chi non vuole far nulla!»

Ospite di Fabio Fazio al programma di Raiuno Che tempo che fa, Matteo Renzi, ex presidente del consiglio, con l’occasione di presentare il suo nuovo libro Un’altra strada, ha commentato l’attuale stato politico, economico ed etico in cui versa il nostro paese, ha ribadito la sua posizione col Partito Democratico e ha attaccato il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, definendolo «un inno al lavoro nero, è l’elogio a chi non ha voglia di far le cose».

«Oggi una persona di colore ha paura a salire sull’autobus. Salvini gioca tutto sulla paura!»

Le prime parole di Matteo Renzi sono rivolte proprio al Ministro dell’Interno Matteo Salvini e al largo consenso ottenuto da lui in questi ultimi mesi. Un caso senza precedenti, se vogliamo, su cui è opportuno che si faccia non tanto un inutile mea culpa del Pd, quanto un’attenta analisi, come ha fatto osservare giustamente Fabio Fazio: «Non è solo un fatto di comunicazione, Salvini ha intercettato un bisogno!». Un fatto innegabile questo, di cui Matteo Renzi è consapevole, ma che dimostra la fragilità del nostro paese: «Oggi una persona di colore ha paura a salire sull’autobus. Salvini gioca tutto sulla paura, facendo pensare che chi ha la pelle diversa possa essere un potenziale stupratore!», ma non cambia la sua posizione sul tema immigrazione e rifarebbe tutto: «Noi abbiamo perso più voti per aver salvato i migranti che per il Jobs Act. Io non voglio perdere l’umanità, la faccia davanti ai miei figli, non mi frega niente se perdo le elezioni!».

«Sul Pd ho raggiunto la pace dei sensi. Alle Europee non mi candido!»

Nel corso dell’intervista Matteo Renzi ha spiegato quali sono oggi i suoi rapporti col Pd. L’altra strada, di cui si parla nel suo ultimo libro, non riguarda, infatti, la fondazione di un nuovo partito, ma il bisogno di trovare un’alternativa alla fragilità culturale e all’oscurantismo con cui sta facendo i conti il paese oggi: «Sul PD ho raggiunto la pace dei sensi. Mi sono candidato due volte, adesso sono un senatore un parlamentare, lotto contro questo governo. Chi vincerà le primarie del PD non deve subire il mio trattamento. Se sei democratico rispetti il risultato delle elezioni. Non mi candido alle Europee ne alle primarie. Il mio obiettivo è quello di dire che non basta un tweet non basta un post, non basta un messaggio superficiale dato attraverso l’algoritmo della bestia, parliamo di contenuti, altro che chiudere i porti bisogna aprire i musei, i teatri, le scuole!». La cultura come valore aggiunto, l’istruzione il punto da cui ripartire e su cui investire. «Non è vero che uno vale uno, che non vale la competenza. Se dovete scegliere da chi farvi operare, scegliete da ha chi ha studiato per farlo!», ha ribadito con forze il senatore. Ed è inutile dire che le parole dure di Matteo Renzi per taluni suonano come acqua fresca per le piante, per altri come il solito disco sentito e risentito più volte. Ma l’ex presidente del Consiglio non ha freni e come un fiume in piena ha aggiunto: «Basta che uno azzecchi un congiuntivo e viene considerato subito élite, non è così!». Un attacco non troppo velato al Ministro del Lavoro Luigi Di Maio che con la grammatica italiana ha mostrato in più volte di avere qualche difficoltà.

«L’Italia sta perdendo credibilità. Siamo passati dalla crescita alla recessione!»

Matteo Renzi si è detto poi contento di non essersi alleato con il Movimento Cinque Stelle – «L’Italia sta perdendo credibilità. Siamo passati dalla crescita alla recessione, mi vergogno che l’Italia stia dalla parte di Maduro che leva le medicine ai bambini. Io sto da un’altra parte: orgoglioso di aver detto no al Movimento 5 Stelle. È un partito che va in Francia e incontra i leader dei gilet gialli che vogliono fare un golpe.. io vedo un’Italia che sta perdendo credibilità!» – e ha puntato il dito contro il reddito di cittadinanza: «Un inno al lavoro nero, è l’elogio a chi non ha voglia di far le cose. Una cosa è dare una mano a chi ha bisogno ed è il reddito di inclusione che abbiamo fatto. Il modello del reddito di cittadinanza crea dipendenza tra il burocrate-politico e l’uomo che deve ricevere il reddito. C’è un pezzo di Italia, soprattutto al Sud, che ha voglia di scommettere sulla qualità, sul mettersi in gioco, ma c’è un pezzo di sud che gioca sull’assistenzialismo!». L’ex sindaco di Firenze ha ironizzato pure sui navigator, definendoli «i forestali del terzo millennio». Insomma nemmeno troppo piano Matteo Renzi ha toccato la questione del reddito di cittadinanza, il quale non ha nulla a che fare con la sinistra e con chi ha bisogno secondo l’ex sindaco di Firenze: «Una cosa è dare una mano a chi è in difficoltà, ma è di sinistra dare lavoro e non creare dipendenza con i navigator!».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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