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Matteo Renzi, Parlamento europeo: “Europa noiosa: non solo moneta unica. Ci vuole dignità”

Ecco il discorso del presidente del consiglio dei Ministri Matteo Renzi al Parlamento Europeo per l’apertura del semestre italiano:

premier renzi al parlamento europeo

Deputati eletti, avete grande responsabilità di riportare fiducia nell’Europa e nel parlamento europeo. Sono felice e onorato di rappresentare il mio Paese. Lascio il documento con gli obiettivi che in sei mesi ci premiamo di affrontare. Se oggi l’europa facesse un selfie, che immagine verrebbe fuori? Volto della stanchezza e della rassegnazione. Della noia.

Ma è incomprensibile, il mondo fuori da qui corre ad una velocità straordinaria. Un esempio concreto: è stato chiuso il semestre greco. In tutto il mondo si sa che il testimone tra Grecia e Italia sono cose straordinarie. L’Agorà e il Foto, il Partenone e il Colosseo, Aristotele e Dante Alighieri. Ma noi non pensiamo a queste cose, ma alla crisi finanziaria. E’ forte e profonda la ferita che ha lasciato la congiuntura finanziaria. Il tema economico e finanziario non va tralasciato. Ma l’Italia crede che la vera sfida è ritrovare l’anima dell’Europa. O c’è identità forte e profonda da recuperare insieme, o perdiamo la sfida. Voglio dire con grande chiarezza: rappresento paese che ha fondato le istituzioni europee. Siamo quelli che danno più di quello che prendono. E ne siamo orgogliosi. Sono uno dei non pochi esponenti del Partito Democratico che ha preso il maggior numero di voti in Europa. Noi abbiamo detto che i problemi dell’Italia nascono in Italia e non in Europa. L’Italia non viene qui per chiedere all’Europa i cambiamenti che non è in grado di fare, ma per dire che ha il coraggio di cambiare.

Matteo Renzi premier

Ecco che allora è chiaro che la questione economica che stiamo vivendo, non si riduce al chiedere di cambiare le regole. Però abbiamo firmato un patto di stabilità e di crescita: c’è anche la crescita. Che serve all’Europa, non solo all’Italia. Noi non chiediamo un giudizio sul passato. Ci interessa iniziare il futuro. ICT, capitale umano, servizio civile europeo: non ci sarà spazio per l’Europa se non ci saranno queste cose. Nel semestre europeo a guida italiana dovremo affrontare la questione della semplicità delle istituzione. Smart Europe, vicino a chi ha idee diverse dalle nostre. Dobbiamo essere in grado di metterci in gioco adesso.

L’Europa è una frontiera perchè ha il maggior numero di chilometri di coste rispetto all’estensione territoriale. Siamo in un momento nel quale, ci sono difficoltà in Libia che sta portando stragi nel Mare Mediterraneo. Stiamo cercando di far fronte con operazioni nel mare. Ma bisogna rovesciare l’approccio con l’Africa nella dimensione umana: se di fronte alle ragazze rapite in Nigeria non c’è la reazione dell’Europa, la nostra reazione, la nostra reazione, non possiamo sentirci degni della posizione che ricopriamo. Se continuiamo ad usare frasi fatte, retoriche, noi non andremo da nessuna parte. Siamo una frontiera, l’Italia vuole vivere questo semestre portando la propria voce sulla politica estera. Siamo una voce che non si può non ascoltare: quella dell’Europa dell’est e dell’Ucraina.

Matteo Renzi strasburgo

Non possiamo nemmeno essere ciechi contro quello che sta accendo in medio oriente. Israele ha il diritto di esistere, ma ha anche il dovere di esistere per la memoria del passato e del futuro. Tutti questi argomenti ci portano a dire che il nostro semestre vuole essere un semestre non avremo paura di dire che la politica ha una dignità. Qui non c’è un’Italia che chiede scorciatoie. Quando c’era Maastricht io non ero nemmeno maggiorenne: quella è una conquista dei nostri padri da guadagnarsi giorno per giorno. Il nostro destino però non è solo nella moneta che abbiamo in tasca.

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