in

Matteo Salvini a Ballarò litiga con tutti ma è l’unico che buca lo schermo e intercetta il consenso

Una puntata di Ballarò litigiosa e confusionaria, dove si è detto tutto e il contrario di tutto, con il segretario della Lega Nord Matteo Salvini in grande forma, pronto per intercettare i voti degli italiani. Litiga, alza la voce, si impone: ma è l’unico che riesce a bucare lo schermo, al contrario delle dirette da Tor Sapienza, Corvetto e altri luoghi di disagio sociale. Sarà che siamo così consapevoli della rovina del paese che certe cose non fanno- tragicamente- più notizia. Fa forse più notizia Maurizio Lupi nei panni dell’uomo politico della prima repubblica, che prova a piantare un seme di ragionevolezza in mezzo al fango, ricordando a tutti che l’assenza della politica è prima di tutto mancanza di impegno dei cittadini e che per uscire dal pantano servono impegno e coerenza. Lo dice uno che ha cambiato quattro partiti in vent’anni. L’unica cosa degna di nota sembrano i dati snocciolati dalla redazione: calo del Pil dello 0,4 % nel primo trimestre del 2014, calo della fiducia in Matteo Renzi (passata al 46.5 dal 50 % di inizio mandato) e nel governo. Calano anche Pd e M5s. Se non fosse per le rimonte di Forza Italia e Lega Nord la tendenza sarebbe il baratro assoluto, portandosi dietro anche l’Europa visto che gli italiani euroscettici sono quasi il 70% della popolazione. Ma solo 1 su tre sarebbe pronto a uscire dall’euro. Non stuzzica neanche il solito, logoro, scontro tra un polemico Pennacchi e un arrogante Salvini secondo il quale gli italiani non sono razzisti, lo scrittore di Latina è un fesso e la Regione Lombardia è un esempio di welfare. In pratica la Lega è in Regione tranne quando si parla di Aler (l’azienda regionale colpevole della della mal gestione delle case popolari- ne tiene sfitte e chiuse 9000).

Si alza un po’ il livello con il servizio sulle inquietanti prove di coalizione tra i verdi lumbard e i nerissimi romani di Casa Pound in vista della nascita del nuovo Fronte Nazionale Italiano: se prima il nemico era “Roma ladrona”, adesso si setaccia il fondo del barile romano in cerca di voti. Del resto, dicono i fascisti nostrani “il nemico comune è Bruxelles”. Scopriamo nel servizio che sarebbero pronti ad accodarsi al carrozzone anche i Leghisti del sud (ebbene sì, esistono anche loro). Salvini dirà che prende le distanze, dai fascisti e dai pidduisti: con i primi ci si è appena alleato, con gli altri ci ha governato 20 anni. L’intervista a Marine Le Pen che elogia la coerenza di Salvini e dice di non essersi mai sentita una donna di destra è la ciliegina sulla torta: “se salissi all’Eliseo chiuderei le frontiere, taglierei gli affitti sociali, gli assegni familiari e il sussidio sanitario, così che gli immigrati non abbiamo alcun motivo per venire qui”. Eh, come se le guerre, il terrorismo, la violenza e la fame non fossero già sufficienti di per sé. A questo punto succede il miracolo e Pennacchi dice la cosa più brillante di due ore e mezza di trasmissione: “Sono gli italiani ad aver tradito questo paese, sono i padroni del nord che hanno spostato le fabbriche in Romania pur di pagare meno gli operai”. Boato che esplode, ola collettiva. Ma niente, succede solo nella mia immaginazione.

Ferdinando Giugliano, del Financial Times, si chiede se tutti i politici che vaneggiano l’uscita dall’euro abbiano le competenze per gestire un passaggio di tale entità. E se lo chiede pure? Tra loro c’è anche chi addossa le colpe delle alluvioni a Matteo Renzi ed era al governo durante i due maxi condoni edilizi del 94 e del 2003. Ma la coerenza è merce rara nel nostro paese: Lupi ad esempio si fa portabandiera dell’assunzione di responsabilità ed è ministro di un governo che ha inserito nello Sblocca Italia l’ok per le trivellazioni, le stesse che secondo alcuni esperti avrebbero causato il terremoto in Emilia Romagna del 2012. Per fortuna glielo ricorda Giannini: ah no, sta solo sventolando il nuovo libretto delle caldaie da 40 pagine. Da qui in poi è un fritto misto di tutto e niente: immigrazione cinese, imu sui capannoni, emergenza territoriale, local tax, e i folli nuovi aumenti previsti dal governo (controlli caldaie, sigarette, carburante e raccomandate). Alla fine rimane un solo dubbio su tutto: le due primedonne Salvini e Grillo, che insieme sono al 30 per cento dei consensi, saranno disposte a scendere a compromessi o si sbraneranno a vicenda?

Il governo venezuelano ordina a Zara di svendere i propri capi

Venezuela, Zara vende i suoi capi a prezzi stracciati per ordine del governo

Stasera The Mentalist 6

The Mentalist 6 anticipazioni: gli ultimi due episodi