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Matteo Salvini attacca la “sardina con il velo”: la risposta di Lorenzo Donnoli

Continuano le polemiche sulla “sardina con il velo” che lo scorso 14 dicembre, durante la manifestazione di Piazza San Giovanni a Roma, ha ripreso le parole di Giorgia Meloni e ha aperto il suo discorso dicendo: “Io sono Nibras, sono una donna, sono mussulmana…” E siccome non poteva mancare la replica dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha pubblicato sui suoi profili social un estratto di una puntata in cui era ospite di Mario Giordano a Fuori dal coro. In quell’occasione, dopo aver visto la ripresa della “sardina con il velo” Nibras alla manifestazione, Salvini ha commentato: “E io sono Matteo, sono cristiano, sono figlio di mia mamma che si chiama Silvana e di mio papà che si chiama Ettore, spero di non dare fastidio a nessuno!”. Il video, correlato dalla scritta “Salvini asfalta la sardina”, ha presto suscitato la risposta di Lorenzo Donnoli, uno dei volti più noti del Movimento delle sardine.

"SARDINA" MUSULMANA? E IO SONO MATTEO E SONO CRISTIANO

E io sono Matteo, sono cristiano, sono figlio di mia mamma che si chiama Silvana e di mio papà che si chiama Ettore, spero di non dare fastidio a nessuno!

Pubblicato da Matteo Salvini su Venerdì 27 dicembre 2019

Matteo Salvini contro il movimento delle sardine, la risposta di Donnoli

“Senatore Matteo Salvini, creare un clima sociale in cui una donna non si sente libera, non è cristiano”, inizia così il lungo post di Lorenzo Donnoli pubblicato sul suo profilo Facebook in risposta al leader della Lega Matteo Salvini.
“Nibras è italiana, e da due settimane riceve minacce indicibili con numeri da record, così, per divertirsi, che lei ha stimolato e fomentato. I cristiani amano ed aiutano il prossimo, utilizzano comprensione e l’altra guancia, i cristiani che vivono davvero la fede. Per ora le uniche cose che ha asfaltato, senatore Salvini, le ricordo essere: i diritti degli operai, sempre meno tutelati per colpa delle sue leggi; la possibilità di riutilizzare i beni confiscati alle mafie, che ora se li ricomprano allegramente, e che dovrebbero tornare alla comunità; il sorriso di milioni di donne e di uomini che hanno il difetto di non condividere con lei sesso, orientamento religioso, sessuale o politico e che affrontano, ogni giorno, violenze verbali e fisiche in costante aumento.

Ha asfaltato anche la possibilità di avere un confronto libero, privo di insulti e parole che richiamino all’aggressività. Lei si è fatto eleggere al Senato della Repubblica coi voti dei cittadini calabresi. Cittadini che l’hanno votata sperando che il candidato premier potesse usare il suo potere e il suo spazio per parlare ogni giorno di nuovi strumenti per la lotta alla ‘Ndrangheta e alle mafie tutte, di malasanità, di lavoro e infrastrutture che mancano in una terra bellissima da cui si può semmai fuggire come unica alternativa”.

Senatore Matteo SalviniCreare un clima sociale in cui una donna non si sente libera, non è cristianoNibras è…

Pubblicato da Lorenzo Donnoli su Sabato 28 dicembre 2019

Sardina con il velo, Donnoli contro Salvini: “Perché prendere in giro gli italiani?”

“Invece lei passava il suo tempo (quaaaanto tempo) a raccontar fandonie, ad approfittare della naturale ignoranza di un popolo disilluso, deluso e ormai distratto. Perché raccontare bugie a chi le dà fiducia ed ascolto? Perché prendere in giro gli italiani?”, continua la lettera di Lorenzo Donnoli a Matteo Salvini.
“Può dirsi cristiano colui che sceglie, con una platea di milioni di seguaci, di esporre alla gogna mediatica chi la pensa diversamente? Addirittura una ragazza che leggeva l’articolo 3 della nostra Costituzione ed il ragazzo autistico che l’ha invitata sul palco di Roma? Non faccia il furbo, senatore, lo sa bene cosa significa pubblicare sulla sua pagina la mia faccia e quella di Nibras: lo ha già fatto a Mattia, a Jasmine e a troppe donne. Si dovrebbe rileggere la risposta di Jasmine. Significa dare un grosso contributo a mettere in pericolo la tranquillità e la libertà delle persone che non la pensano come lei. Legga i commenti pubblici dei suoi fan sotto ai suoi post, sono già una rappresentazione sufficiente, seppur parziale, degli insulti che una cittadina italiana ed il ragazzo al suo fianco (autistico) stanno subendo. E sì, da fastidio chi si definisce cristiano e pensa ad aumentare le armi in circolazione invece che fermare la strage di donne ammazzate da uomini violenti e la strage di lavoratori che muoiono sul posto di lavoro: questa è l’Italia, appurato che cristianità e sicurezza sono parole che non fanno parte realmente del suo vocabolario, cosa rimane? Temo solo qualche parola violenta uscita come un rigurgito, particolarmente disgustoso, dopo 49 milioni di bicchieri di vodka”.

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Written by Chiara Caraboni

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