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Matteo Salvini a Bologna attacca Renzi e lancia la rivoluzione: “La ruspa abbatte, ma poi ricostruisce”

“La ruspa abbatte, ma poi ricostruisce”: è questo uno degli slogan con cui Matteo Salvini ha salutato la città di Bologna, ricordando al pubblico che il suo sguardo non è rivolto al passato, ma piuttosto al futuro e a quello che di buono, insieme, si può fare. Mentre la città è blindata da giorni e sono arrivati i primi temuti scontri, il leader del Carroccio è salito sul palco e ha sferrato un duro attacco al Governo Renzi, maledicendone le priorità:“In un paese di disoccupati, nemmeno i gay riescono a mettere su famiglia“.

Salvini continua il suo discorso esprimendo solidarietà alle 578 famiglie di Michelin, che rischiano di rimanere a casa, e a tutti gli invalidi d’Italia, che devono campare con “500 euro al mese”, mentre – a suo dire – gli immigrati possono godere di sussidi di ben altra portata. Riportata l’attenzione anche sulla (brutta) prassi di licenziare in Italia per assumere altrove pagando la manodopera 4 euro all’ora: intanto viene persa la gioventù migliore, costretta a fuggire a Berlino, Parigi o Londra per fare la professione che sogna, dal medico al pizzaiolo.

Qualche consiglio per ricominciare? Rottamare le slot machine“Uno Stato che campa sul gioco d’azzardo è finito” – e comprare solo prodotti italiani (“Viva pane e salame: se non ti va bene torna a casa tua!“). In tutto questo la Lega è chiamata ad assumersi un “compito storico”, facendosi portavoce di gente onesta e laboriosa: perché il mondo è diviso in “produttori e parassiti”.

Con la promessa di non dimenticarsi “il pensionato del pianerottolo” (spesso scordato dai comunisti che vanno a fare volontariato altrove) e la gente per bene, da cui partirà la rivoluzione.

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