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Matteo Salvini, quanto è facile fare il bullo con i ragazzini?

Se riesci a muovere l’interesse sui social hai già vinto. Al giorno d’oggi il consenso politico si crea su Twitter, su Instagram, su Facebook e lì va coltivato continuamente. Se poi ti chiami Matteo Salvini, lo maturi sbeffeggiando il prossimo. Che sia bianco, nero, grande, piccolo, famoso o non poco importa: l’essenziale è sminuire, prendere in giro e, senza giri di parole, bullizzare. Sì, perché il cyberbullismo è una questione seria, e Salvini dovrebbe ricordarselo. Come dovrebbe tenere bene a mente che conta quasi 4 milioni di seguaci su Facebook, 1,8 milioni di follower su Instagram e 1,1 milioni su Twitter. Senza contare i profili della Lega. E quindi pubblicare nome e cognome di una “dissidente” significa metterla alla gogna.

Matteo Salvini, è troppo facile prendersela con i ragazzini

Stiamo parlando proprio della foto in cui una ragazza fa il dito medio a Salvini, seduto di fianco a lei in un volo low cost mentre dorme. Al di là della motivazione del selfie, delle dichiarazioni della ragazza (634 follower nel suo profilo, di sicuro non di rilevanza nazionale), della maleducazione del gesto, non meritava sicuramente di essere ripubblicata dal profilo ufficiale della Lega (e poi da quello di Salvini) con il suo nome ben in vista. Perché il gesto del Carroccio ha portato a una vera e propria “shitstorm“: una tempesta di insulti e critiche. Minacce di morte, offese, foto pornografiche: nel giro di poche ore la ragazza è stata costretta a chiudere tutti i suoi profili social per evitare l’attacco di massa degli ultras salviniani. “Puttanella da dito facile. Quanto mi piacerebbe che incontrasse una risorsa nigeriana di notte con quelle che lei crede che siano buone intenzioni”, ha scritto un utente. Certo, perché se dai contro a Salvini, meriti di essere stuprata.
E’ facile prendersela con i più piccoli, e Salvini con i ragazzi è un vero e proprio bullo. Si fa grande prendendo in giro, sminuendo e lanciando tutti coloro che non lo amano in mezzo al branco di lupi affamati che sono i suoi fan. E i vigliacchi, caro Salvini, non sono i ragazzini che pubblicano le foto con il dito medio alzato, ma sei tu. Sei tu quando pubblichi i manifestanti con i cartelli contro di te e li prendi in giro. Sei tu, padre di famiglia, che ti prendi gioco dei giovani che rifiutano di accettare la tua politica d’odio, di discriminazione, di qualunquismi.

Matteo Salvini

Matteo Salvini e il suo team di istigatori all’odio

Quello che è successo contro la ragazza di 19 anni in aereo non è il primo episodio di bullismo da parte di Salvini, o del suo team. Quando si parla di ragazzine, di piccole donne, per la Lega è ancora più facile. Solo qualche settimana fa il dito è stato puntato contro una delle organizzatrici della manifestazione delle sardine a Modena, Samar Zaoui. La ragazza aveva pubblicato un post con scritto: “Avremmo bisogno di un giustiziere sociale, di quelli che compaiono nella storia, che dopo aver ucciso vengono marchiati come anarchici”, e l’immagine di Salvini a testa in giù. Forse esagerato, forse non corretto, ma eliminato quando il post ha iniziato ad avere valenza nazionale. Il leader del Carroccio ha ricondiviso, con il suo profilo, il post della ragazza lasciando ben evidente nome e cognome e commentando: “Aspetto reazioni indignate di giornalisti, politici e merluzzi”. Ovviamente si è creato una bufera mediatica.

Un altro episodio avvenne durante la campagna elettorale in Sardegna: quella volta le vittime erano state una ragazza che aveva i capelli colorati e un ragazzo che teneva in mano un foglio con un disegno innocente. Salvini non ha dovuto fare nulla, hanno fatto tutti i suoi.
Un’altra ragazza ha conquistato l’attenzione del team che gestisce la “Bestia” per ben due volte: la prima perché teneva tra le mani un cartello con scritto “Meglio buonista e puttana che fascista e salviniana” e la seconda volta per un altro cartello che riportava “Migranti, non lasciateci soli con i fascisti”. E anche in questo caso Salvini si è sentito toccato nel profondo, e ha deciso che non sarebbe stato grave buttarla in un mare di piranha virtuali.
Questi sono solamente alcuni dei tanti ragazzi esposti a insulti e a interminabili minuti d’odio grazie alla Lega. Perché un post pubblicato da un profilo qualsiasi, che conta magari qualche migliaia di amici, non può rovinare l’immagine dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il contrario, invece, sì. Ma questo poco importa, l’importante è creare traffico, è parlarne. Anche a costo di rovinare la vita a qualche ragazzino.

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