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Mattia Santori: chi e cosa c’è dietro il movimento delle sardine

Non era difficile pensare che dietro il movimento delle sardine si sarebbe creata presto una vera e propria macchina. Può essere partito dall’idea di quattro ragazzi bolognesi, ma visto il riscontro che ha avuto era scontato che ora a occuparsi di tutto non potessero essere più solo in quattro. E così si è disegnata una struttura piramidale: il volto è Mattia Santori, e poi a scalare altre 25 persone che lavorano ogni giorni per gestire il riscontro politico e sociale creato nelle piazze.

Mattia Santori e il movimento delle sardine

Nessuno stipendio, solo volontariato: come si legge in un’intervista di Open, una fonte vicina a Mattia Santori ha raccontato che al massimo “perdiamo dei soldi e ci impieghiamo gran parte del nostro tempo perché crediamo nelle sardine”. Così è nato un collettivo di 25 persone, suddiviso in un nucleo organizzativo composto da 15 persone di fiducia che si occupano, ogni mattina, della rassegna stampa per Santori; e poi altre 10 persone, collaboratori che hanno il compito di raccogliere i feedback dell’opinione pubblica, rispondere alle email inviate all’indirizzo di posta ufficiale delle sardine e organizzare tutto ciò che è la diffusione delle informazioni.
Tutti amici, più o meno stretti, con un obiettivo comune. Insieme preparano i discorsi, raccolgono le informazioni e i dati prima di tutte le uscite televisive di Santori, il vero front man delle sardine: “Abbiamo scelto che sarebbe diventato Mattia il volto delle sardine, cosicché noi altri abbiamo la possibilità di organizzare le piazze in ombra”, ha spiegato uno degli organizzatori durante un’intervista rilasciata. “L’aspettativa di Mattia è che le sardine si trasformino in un’attività politica dal basso”, ha aggiunto.

Mattia Santori movimento delle sardine

Il movimento delle sardine: Mattia Santori non vuole creare un partito

L’appuntamento del prossimo 14 dicembre a Roma sarà l’occasione per incontrarsi in una sorta di conventicola, una riunione segreta in cui sono stati chiamati 150 partecipanti, gli organizzatori delle manifestazioni avvenute o in programma di 70 città diverse: non è dato sapersi però il luogo in cui avverrà, e nemmeno gli argomenti che verranno affrontati durante l’assemblea. E il motivo è uno solo, spiega Santori: “Dobbiamo confrontarci con schiettezza, senza paura di essere ripresi e strumentalizzati”. Qualcosina, però, il leader delle sardine se l’è lasciata sfuggire: “Questa riunione ha due scopi. Il primo è quello di far emergere un documento programmatico, tre o cinque linee guida che rappresentano il nostro movimento. Il secondo scopo è fare in modo che gli organizzatori, tornando nei territori, liberino quelle energie e facciano in modo che un’area politica faccia proprie le nostre istanze”, ma “esclude” l’idea che sia il punto di partenza per creare un vero e proprio partito delle sardine. Anche perché l’idea è quella, in futuro, di collaborare con i partiti esistenti, che si sono già mossi per cercare di lavorare insieme: “Mi hanno contattato, erano interessati a una collaborazione possibile”, proposta però respinta da Santori, che non ritiene sia ancora tempo di unirsi: “Non è il momento per parlarne ed è solo uno dei possibili scenari futuri: le sardine restano fuori dai partiti, questa è la prima regola per permettere al movimento di andare avanti. Ma il dialogo con la politica tradizionale, e quindi i partiti di centrosinistra, arriverà. Prima, però, dobbiamo elaborare le nostre proposte per una politica diversa da quella del centrodestra”.

Mattia Santori movimento delle sardine

Il movimento delle sardine: il focus è una sfida a Salvini?

Come sappiamo, la miccia che ha dato vita questo fuoco è stata la necessità di contrastare l’apertura della campagna elettorale di Matteo Salvini in Emilia Romagna. Il movimento delle sardine, però, non dovrà fossilizzarsi in funzione anti-salviniana. Se dovesse succedere, raccoglierebbe i cocci di una battaglia che il governo in carica giallo-verde sta portando avanti già da mesi e che ha dimostrato non avere un futuro vittorioso. Allo stesso tempo, bisogna che il movimento delle sardine non prenda un percorso già visto, già battuto e forse quasi terminato: quello del Movimento 5 Stelle. Perché, a guardare il quadro generale, si può dire che i due movimenti siano nati con alcune somiglianze: anche il Movimento 5 Stelle deve uno dei suoi primi successi in piazza all’Emilia Romagna, è nato da un sentimento di insoddisfazione generale, dalla volontà di cambiare, contro i “poteri forti” e i “palazzoni”. A differenza delle sardine, però, il M5S voleva cambiare totalmente il sistema. Il neo-movimento capitanato da Santori, invece, nella politica vede la “luce bianca“. Sicuramente, dice il 32enne bolognese, “non vogliamo utilizzare l’odio o la competizione politica come strumento per portare avanti le idee democratiche”, anche se “Salvini non può vincere in Emilia-Romagna e in Toscana. Dobbiamo impedirlo“.
Le sardine, quindi dovranno calcolare molto bene le proprie mosse se non vogliono finire in rete.

Mattia Santori movimento delle sardine

Mattia Santori: è davvero totalmente estraneo alla politica?

Il movimento sta conquistando consensi anche per l’estraneità alla politica. Ha avuto subito successo, proprio per questo è difficile pensare che realmente sia inesistente la presenza di qualcuno del mestiere in grado di dare delle direttive. In realtà, dire che Mattia Santori non ha nessun collegamento con la politica è un po’ azzardato. Il leader bolognese, infatti, fa parte della rivista Energia, un magazine trimestrale di divulgazione scientifica fondata dall’ex ministro Alberto Clò e dall’ex premier Romano Prodi, che risulta esserne ancora garante insieme a Sabino Cassese, ex giudice costituzionale. Nonostante ciò, Santori ha sempre negato qualsiasi legame. E’ forse proprio per questo passato politico non troppo trasparente che Santori ha dichiarato che “se qualcuno ha avuto ruoli di rappresentanza politica, non lo condanniamo: si può essere sardine dopo aver ricoperto cariche nei partiti. L’importante è non sfruttare le sardine, adesso, per fare carriera individuale. Il passato è il passato. Noi guardiamo al futuro”, però nel caso in cui qualcuno avesse “intenzione di candidarsi in qualche partito, dovrà prendere le distanze dalle sardine”. Perché, come è stato ribadito in tutte le piazze, “la forza è non avere avere nessuna bandiera, ci basta quello: siamo liberi e svincolati da ogni gioco di potere”. Scavando un po’, è venuto fuori anche un periodo di partecipazione di Santori al circolo del Partito Democratico della zona Stadio: la sua durata però è stata di una sola settimana, e infatti non è possibile ritrovare in nessun archivio un eventuale tesseramento al partito, ma questo dimostra la sua predisposizione verso il centrosinistra. Per il resto, Santori è conosciuto come il ragazzo che dava una mano nell’oratorio a organizzare le attività di quartiere, che adesso si è lanciato in una cosa enorme che spaventa anche i genitori, un po’ scettici sul movimento delle sardine: “Ogni giorno muovono delle obiezioni. Credo lo facciano per proteggere il figlio. Sapete quante minacce ha ricevuto?”, ha detto un amico di infanzia.
Non resta che attendere il 15 dicembre, quando il leader bolognese delle sardine ha dichiarato che renderà pubblico quanto emerso nella tanto attesa riunione di Roma.

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