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Maturità 2019 come cambia: abolite tesina e terza prova, subito polemiche

La maturità 2019 avrà un volto nuovo per gli studenti che dovranno affrontarla. Lunedì 26 novembre 2018, il Miur ha reso noti i quadri di riferimento per la predisposizione e lo svolgimento degli scritti della nuova Maturità, che debutterà con le regole previste dal Decreto Legislativo 62 del 2017. Non sono mancate le prime polemiche su quanto deciso dal Ministero.

Le nuove prove sono il frutto del lavoro di esperti delle varie discipline che hanno contribuito alla loro stesura. Il Ministero, a partire dal mese di dicembre, metterà a disposizione delle tracce facsimili per far esercitare maturandi e docenti sul nuovo esame.
Il primo scritto avverrà il 19 giugno mentre il 20 giugno sarà affrontata la prova specifica secondo il tipo di istituto ed indirizzo di studi.
A gennaio saranno pubblicate le materie per la seconda prova, a febbraio la complessiva ordinanza sugli Esami, che normalmente viene emessa a maggio.
Una delle novità più rilevanti sarà l’abolizione della terza prova. La terza prova fino al 2018 era articolata su più materie, con una durata e uno svolgimento diverso a seconda delle scuole. Le tracce della terza prova variavano di scuola in scuola, essendo stabilite dalla commissione e non dal ministero dell’Istruzione, come nel caso della prima e della seconda prova. La commissione sceglieva tipologia, durata, materie e quesiti, e si basava sul programma del quinto anno svolto dalla classe.
Lo scopo della terza prova era quello di accertare le “conoscenze, competenze e capacità acquisite dal candidato, nonché le capacità di utilizzare e integrare conoscenze e competenze relative alle materie dell’ultimo anno di corso, anche ai fini di una produzione scritta, grafica o pratica”, secondo quanto espresso dal Miur.
Tra le novità potrebbe esservi anche quella di eliminare l’obbligo della tesina, che potrebbe essere sostituita da una relazione sull’alternanza scuola-lavoro svolta dallo studente.

Polemiche sulla riforma

A prendere la parola è Giovanni Zen, preside del Liceo Classico Brocchi di Bassano Del Grappa: “Non ho ancora letto approfonditamente tutto, ma si sono limitato a dare un’occhiata ai testi e a leggere agenzie e giornali. Quello che posso dire è che si tratta di proposte plausibili. Ma c’è un problema” spiega l’educatore, affermando con sicurezza quanto sia sbagliato stravolgere i piani in corso d’opera, ossia a novembre, pena il disorientamento dei ragazzi.
“Tutto ciò però deve essere fatto all’ interno di una cornice critica che permetta allo studente di potersi esprimere. Tutto ciò, così, è al momento confuso. Mi auguro che il governo possa nei prossimi mesi darci ulteriori delucidazioni anche in merito alla questione dell’alternanza scuola/lavoro. Da una parte vengono tolti i fondi dalla legge di bilancio, dall’ altra farà parte integrante della tesina della maturità”.
Al momento un clima di confusione e non chiarezza alberga sulla questione maturità 2019 e sull’istruzione italiana in generale.

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