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Maturità 2019 senza il tema storico, l’appello di Liliana Segre al Ministro Bussetti: «Non rubiamo il passato ai ragazzi!»

Tra le novità dell’Esame di Maturità 2019 l’abolizione del tema storico, una delle tracce un tempo previste nella prima prova, quella di italiano. Una scelta che non è piaciuta a Liliana Segre, senatrice a vita, sopravvissuta all’Olocausto, che ha voluto affidare alla Commissione Cultura del Senato una piccola indagine per sapere da che cosa sia nata la decisione del Miur di cancellare la traccia storica. «Un esame di maturità senza la storia mi fa paura. Per questo chiederò a Bussetti di ripensarci», questo l’appello che Liliana Segre ha rivolto al Ministro dell’Istruzione perché cambi idea e reinserisca la storia all’esame di maturità già dal prossimo anno scolastico.

«Trovo assurdo che in tempi come i nostri, nel segno delle parole d’odio, il ministero dell’Istruzione sancisca la marginalità della storia!»

In un’intervista pubblicata su Repubblica Liliana Segre ha mostrato tutta la sua preoccupazione, legata al fatto che «gli ultimi testimoni dell’Olocausto stanno sparendo, tra carnefici e vittime»: «Vorrei capire il perché della soppressione della storia, che ritengo un atto molto grave. Io mi sono sempre occupata di memoria. Ma memoria e storia vanno insieme. Da trent’anni rendo testimonianza sulla Shoah nelle scuole, e vedo la fatica che talvolta fanno i professori per contestualizzare il mio racconto. Può capitare che nell’ultima classe delle superiori non si arrivi a svolgere l’intero programma e ci si fermi alla Grande Guerra. Invece sarebbe utile studiare i totalitarismi, i genocidi e la complessità di tutto il Secolo Breve». Proprio perché come ha spiegato la stessa senatrice, richiamando 1984 di Orwell: «La storia è sempre manipolabile. E, dopo che verranno meno gli ultimi sopravvissuti, la Shoah diventerà una riga nei libri di storia. E più tardi ancora, non ci sarà neppure quella». La senatrice non si è detta stupita della soppressione della traccia di storia dal plico della prima prova della maturità, ma è convinta che sia opportuno porre un rimedio: «Trovo assurdo che in tempi come i nostri, nel segno delle parole d’odio, il ministero dell’Istruzione sancisca la marginalità della storia. Devo confessare che, dinanzi alla decisione di cancellarne la traccia alla maturità, sono rimasta sbigottita ma non totalmente sorpresa: come se mi fosse arrivata la conferma triste di tanti segnali registrati negli ultimi anni. Le cose non arrivano mai di colpo, ma sono l’esito di lunghi processi».

liliana segre

«I docenti sono ancora capaci di rendere affascinante lo studio del passato?»

Che la traccia di storia sia stata scelta in passato poche volte dagli studenti non è una giustificazione, anzi semmai deve spingere ad un’ulteriore riflessione, secondo Liliana Segre: «Non ci si pone il problema di come venga insegnata. I docenti sono ancora capaci di rendere affascinante lo studio del passato? Lo dico con grande rispetto per figure eroiche che in Italia non vedono riconosciuto il proprio ruolo. Che entusiasmo si può coltivare con una remunerazione che svilisce? Detto ciò, io mi imbatto spesso in professori molto bravi e nutro una gratitudine enorme per quello che riescono a fare». Da quest’angoscia per il futuro nasce la volontà di rilanciare lo studio della storia, che è tutt’altro che «merce d’antiquariato» e la volontà di aprire il dialogo col Ministro Bussetti perché cambi idea: «Non rubiamo la storia ai nostri ragazzi. Ne hanno un immenso bisogno!».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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