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Maurizio Costanzo attentato 1993, parla l’autista che lo salvò: «Fosse stato riconosciuto!»

È proprio vero che la vita è questione di secondi. Lo dimostra l’intervista di Stefano Degni a Il Corriere della sera. Un nome che ai più forse non dice nulla, ma che per Maurizio Costanzo e Maria De Filippi vuol dire moltissimo. È stato lui, infatti, a salvare la vita dei coniugi il 14 maggio 1993. All’epoca non era che un giovane padre di famiglia che si occupava degli spostamenti della coppia. A distanza di anni Stefano Degni, titolare di licenza Ncc, ha ricostruito gli istanti che hanno preceduto la violenta esplosione che avrebbe potuto costare cara al noto giornalista e alla moglie.

«Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, così salvai loro la vita!», Stefano Degni ricostruisce attentato di mafia

Era appena terminata la registrazione del “Maurizio Costanzo Show” al teatro Parioli. Alle 21.37 Stefano Degni fa salire il giornalista, la moglie e il cane lupo Liù a bordo dell’auto. «Se fossi andato un filino più piano, con una tecnica di guida diversa, le parole che avevo appena detto alla signora De Filippi sarebbero state le ultime. Sarei diventato poltiglia. Riconosciuto solo dalla fede al dito», ha raccontato l’autista, che poco prima dell’esplosione aveva confermato a Maria De Filippi che l’avrebbe accompagnata alla finale degli Internazionali di tennis. Poi l’esplosione violenta targata Cosa Nostra: 100 chili di tritolo, pentrite e T4, una miscela micidiale che ha fatto volare una Fiat 126 fino al secondo piano. Una scena di guerra, una voragine spaventosa aperta in strada. Soltanto per puro caso non ci furono morti, ma soltanto ventidue feriti.

«La fine del mondo, scoppia tutto, buio, la Bosnia, macerie ovunque!», scenario da guerra

«Loro stavano sul sedile posteriore, con il cane sul tappetino. Ho tutto stampato in mente. Saliamo all’uscita del teatro Parioli. Metto in moto, parto. Tengo d’occhio, tramite lo specchietto, la Thema della scorta privata, Fabio e Aldo, di prassi a una decina di metri. Tutto ok. Lampioni bassi ma buona visibilità, strada libera. Anche se stretta, percorro via Fauro a una velocità un po’ allegra, sui 60 all’ora. Sulla sinistra la scuola elementare, a destra il civico 62. Maria pronuncia la parola ‘tennis’, io rispondo. Voltato a sinistra, riallineo le ruote su via Boccioni e proprio in quel momento bum! La fine del mondo, scoppia tutto, buio, la Bosnia, macerie ovunque», ha confidato Stefano Degni, che ha poi aggiunto: «La macchina, con tutto quel che pesava, 2.200 chili più 90 litri di benzina, si alzò di almeno un metro. Poi ricadde sul fianco. Mi colpì Costanzo. Capì subito cos’era successo e con grande calma disse: “Mamma mia, questa era per me”. La De Filippi aprì lo sportello gridando e il cane fuggì terrorizzato, tirandosela dietro con il guinzaglio».

«Noi ci eravamo rifugiati dentro l’androne del palazzo distrutto e fui io a spingere il portone, tra i calcinacci…»

All’inizio invece Stefano Degni non pensò ad un attentato: «Una caldaia, la cucina della scuola, un cortocircuito… Le schegge del parabrezza mi avevano procurato una ferita allo zigomo. Lui, vedendola correre dietro a Liù, gridava “Maria, dove vai?” Poi notò la mia camicia macchiata: “Stefano, ma lei sanguina!” Ci guardavamo increduli. Miracolati». Inquietante è quel che accadde poi e che l’autista ha voluto raccontare a “Il Corriere della sera”: «Un uomo con la barba e i capelli scuri, che imbracciava una mitraglietta, in mezzo a tutto quel caos, nel buio, si avvicinò per controllare se eravamo morti. Allucinante: tutti fuggivano e lui avanzava verso l’autobomba. Era uno degli attentatori. Quasi certamente incaricato, se fosse servito, di dare il colpo di grazia. Noi ci eravamo rifugiati dentro l’androne del palazzo distrutto e fui io a spingere il portone, tra i calcinacci, per chiuderci dentro. In quel momento si sentirono le sirene che stavano arrivando e il sicario fuggì. Un secondo miracolo».

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«E pensare che gli amici mi prendono in giro: a salvare la vita a Maurizio Costanzo e la De Filippi ti sei sistemato…»

A salvare la vita della coppia sarebbe stato l’uso del cambio automatico: «Gli esecutori materiali, appostati dietro l’angolo della scuola, attendevano un segnale preciso: l’accensione degli stop, provocata dalla mia frenata prima di girare in via Boccioni, esattamente nel punto in cui era posizionata l’auto-bomba… Io non freno, e la strage fallisce. Avevo innestato il cosiddetto primino, la marcia più bassa, che su una 8 cilindri 5000 di cilindrata arriccia l’asfalto, e quindi, in prossimità della curva, come mi regolo? Invece di toccare il freno, levo semplicemente il piede dal gas e la Mercedes rallenta di botto, senza che si accendano gli stop. Questo li ha confusi. Me l’ha confermato un funzionario della polizia scientifica. Uno o due secondi decisivi», ha dichiarato l’autista, che si è detto orgoglioso del gesto compiuto, ma avrebbe preferito ricevere qualche riconoscimento in più: «Io con questa storia ci ho rimesso la salute e circa 200 milioni di lire. La Mercedes mi fu sequestrata: per le indagini balistiche finì nello stesso hangar dell’aereo di Ustica. Sette mesi di lavoro persi. Dopo un esiguo risarcimento nel 1994, alla fine la macchina me la calcolarono solo 8 milioni, quando ne valeva 42. Per i danni fisici e psichici, lo choc, la polvere di vetro negli occhi, che ho tuttora, ho ricevuto 20 mila euro, e sa quando? Nel 2010», ha detto Stefano Degni, che ha poi concluso: «E pensare che gli amici mi prendono in giro: a salvare la vita a Costanzo e la De Filippi ti sei sistemato, beato te. Sai come ti hanno risarcito? Maddeché, rispondo. Dopo un paio di mesi mi regalarono uno svegliarino Jaeger-LeCoultre, bello per carità, li ringraziai tanto, un oggettino vintage di grande valore, ma sempre un orologio resta…».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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