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Mediaset trattativa, de Puyfontaine va giù duro: “Non puoi vendere una Punto come una Ferrari”

Qualche settimana fa sembrava tutto fatto per l’entrata del gruppo Vivendi all’interno della Mediaset della famiglia Berlusconi: mancavano solo le firme, poi tutto sarebbe divenuto realtà. Ma in una recente intervista al Financial Times, Arnaud de Puyfontaine, numero uno di Vivendi, ha spiegato i motivi del ritiro dalla trattativa: “Se dici di volermi vendere una Ferrari e poi viene fuori una Punto vuol dire che qualcosa non funziona.” Stando a quanto riportato dallo stesso braccio destro di Bollorè, infatti, i numeri della pay tv di Cologno Monzese sono molto diversi da quelli presentati ad aprile.

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A non convincere, nello specifico, è il business plan elaborato da Mediaset per il 2017/2018: “Un progetto irrealistico, si deve trovare un’alleanza tra i due gruppi sennò non si fa niente.” Tra l’altro, Vivendi avrebbe in mente di creare un gruppo leader mondiale dei contenuti capace di far concorrenza a Sky di Murdoch e alla piattaforma streaming di Netflix.Ci sono diverse opzioni che vanno al di là di Mediaset – ha spiegato De Puyfontaine al Financial Times – un’operazione con la società italiana può anche non esserci anche se i ponti con loro non sono del tutto tagliati.”

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Ma Vivendi vuole acquistare l’intero pacchetto azionario di Mediaset? No, la sua idea – stando a quanto comunicato dal suo braccio destro – sarebbe quella di far salire l’offerta fino al 15% di capitale della Fininvest. “Non abbiamo l’obiettivo di controllare Mediaset, è un’ipotesi che smentiamo totalmente.” ha detto il leader di Vivendi che poi ha evidenziato come le parole della società di Cologno Monzese siano: “Diffamatorie e siamo pronti a far causa in tribunale, perché Vivendi è un gruppo che fa quello che dice.”

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