in ,

I Medici Rai Uno: chi fu veramente Brunelleschi? Un genio affamato di gloria

Stasera andrà in onda su Rai Uno la seconda puntata della serie italo-americana “I Medici“: ricostruzione dichiaratamente romanzata e infedele della storia di una delle famiglie più potenti d’Italia. Dopo esserci occupati della figura del primo moderno imprenditore: Giovanni dè Medici  e del figlio Cosimo  andiamo ora a conoscere il terzo grande protagonista della serie, ma soprattutto della storia del Rinascimento, Filippo Brunelleschi. Nella finzione interpretato da Alessandro Preziosi, il Brunelleschi incarnò precisamente l’artista poliedrico tanto caro al concetto rinascimentale.

Di formazione tecnica, anche perché tutti gli artisti si formavano “a bottega“, Filippo inizia la sua carriera come orafo, ma nella sua vita fu un incredibile quanto geniale e rivoluzionario architetto e ingegnere. Dell’Umanesimo amava la ripresa dei grandi classici: come architetto la perfezione del Pantheon e la regolare e rigorosa geometria del Partenone rappresentavano la perfezione assoluta. Brunelleschi fu l’uomo che teorizzò in modo matematico e ragionato la prospettiva trascinando di fatto la concezione artistica fuori dalla piattezza bidimensionale medievale. L’intuizione di inserire svariate profondità all’interno delle proprie opere fu già di Giotto e poi di Masaccio, ma fu Brunelleschi a regolare e replicare in modo matematico quell’intuizione. In lui si è incarnata la fusione di conoscenze polifunzionali che si sognava venissero racchiuse nell’artista del Rinascimento.

Tantissime le opere con cui il genio impreziosì Firenze, la sua sfrenata ambizione lo portò a partecipare al concorso per progettare la Cupola di Santa Maria del Fiore: una sorta di maledizione aleggiava su quel progetto in quanto sembrava impossibile costruire una copertura adeguata in relazione a quelle altezze e a quegli spazi. Fu così che il maestro presentò il progetto della prima cupola autoportante della storia. Ingegneristicamente e architettonicamente un’opera rivoluzionaria che riscrisse la storia. Inizialmente anche il Ghiberti, storico avversario artistico del Brunelleschi, era stato scelto per prendere parte al progetto, ma Filippo non avrebbe mai permesso che il suo acerrimo nemico godesse della gloria per un’intuizione che era soltanto suo merito. Così si finse malato non appena iniziarono i lavoro obbligando il Ghiberti ad ammettere la sua incapacità di proseguire senza la direzione di Brunelleschi; in tempi rapidi ottenne l’estromissione dal progetto del suo nemico giurato e tornò al cantiere. Trattandosi di un’opera unica e mai realizzata prima non c’erano neppure dei macchinari adatti alla costruzione: Brunelleschi progettò appositamente anche le macchine utili agli operai per proseguire nei lavori. Fu così che Filippo Brunelleschi, mediante questa opera geniale, rivoluzionaria, rischiosa e ambiziosa (che ancora troneggia nello skyline fiorentino) si guadagnò la gloria eterna e il titolo di perfetto esempio di genio rinascimentale e artista poliedrico.

Attacchi di panico da relax come evitarli

Attacchi di panico da relax: ecco quali sono le situazioni a rischio e come prevenirle

Xiaomi Mi Note 2 uscita prezzo news

Xiaomi Mi Note 2 uscita prezzo news: il Samsung Galaxy Note 7 che non esplode