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Medici senza frontiere denuncia i TG italiani: troppe crisi dimenticate

Morti di serie A e morti di serie B, anzi C2. È quanto emerge dal rapporto curato dall’associazione umanitaria Medici Senza Frontiere, che condanna senza appello i media italiani, in primo luogo la televisione, per aver  ripetutamente trascurato le notizie sui contesti di crisi negli ultimi dieci anni.

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Si tratta di calamità naturali o regionali, emergenze umanitarie, epidemie, ma anche povertà e denutrizione. Tante, troppe emergenze su cui non si accendono mai i riflettori dei media italiani. Dal 2004 ad oggi, lo spazio che i telegiornali dedicano a queste notizie è passato dal 16,5% al 2,7%. La sezione esteri, che pure occupa un suo ruolo nei palinsesti dei notiziari, è monopolizzata dalle cosiddette “grandi crisi”, attorno alle quali ruotano interessi troppo pressanti per essere trascurati. Le crisi più inosservate sono quelle che non vedono il diretto coinvolgimento di interessi economici occidentali, o quelle che non hanno mai suscitato l’interesse di qualche VIP (emblematico il caso del Sudan, entrato nelle cronache dei tg nel momento in cui è stato scelto come testimonial George Clooney). Altre emergenze, come l’ebola, hanno cominciato ad interessare il paese nel momento in cui si è sentito in pericolo, ma sono state insabbiate quando dilaniavano il solo continente africano.

Il rapporto di Medici Senza Frontiere prende in esame anche lo spazio che i singoli notiziari italiani dedicano alle crisi invisibili: nel primo semestre del 2014 il tg più sensibile alle crisi internazionali è stato il TG3 (4,6% sul totale delle notizie), seguito da quello di La7 e di Raidue (rispettivamente 4,1% e 4%). Percentuali ancora troppo basse, soprattutto se rapportate a quelle dei notiziari europei: il telegiornale più virtuoso è quello della rete tedesca Ard, che dedica il 12,4% del proprio spazio all’approfondimento di queste problematiche.

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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