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Medico e infermiera Killer, Saronno: Prof Meluzzi ‘un’attitudine a uccidere per voler somigliare a Dio’

È ormai un caso nazionale quello del medico e dell’infermiera killer dell’ospedale di Saronno, in provincia di Varese: i due, amanti, avrebbero ucciso cinque persone. Secondo le accuse, il medico, un anestesista, avrebbe somministrato un cocktail di farmaci per via endovenosa al fine di causare il decesso di diversi pazienti, soprattutto anziani. Un metodo da lui stesso definito ‘protocollo Cazzaniga‘.

Dalla vicenda, però, sono emersi negli ultimi giorni alcuni dettagli sconcertanti, non solo all’ospedale di Saronno ma in alcuni ambienti del sistema sanitario italiano. Ne ha parlato in primo luogo il dottor Cornaglia Ferraris ai microfoni di Radio Cusano Campus: “Negli ospedali c’è un sistema di ricatti che si gioca sulla pelle dei cittadini. Solo casi clamorosi come Saronno vengono a galla, ma la maggior parte sono nascosti come quello del dirigente ricattato perché va a trans e obbligato a comprare un certo tipo di farmaco“.

E ancora, in merito alla vicenda del medico e dell’infermiera killer: “Questa vicenda mi fa venire in mente questa maggioranza silenziosa, omertosa, molto intimorita dal sistema di potere, che da una parte raccoglie chi fa il suo dovere in maniera impeccabile, dall’altra però una serie di personaggi che usano il ricatto come strumento sistematico per fare carriera e nutrire i propri interessi privati. Tutti sanno chi sono questi personaggi, che sono una piccola minoranza, ma nessuno ha il coraggio di scendere in piazza pubblicamente come ho fatto io per denunciarli, perché sanno che chi lo fa la paga carissima, come è successo a me. Non bisogna stare zitti e subire, perché a furia di subire si dà spazio persino agli psicopatici gravi come questi due“.

Ai microfoni di Radio Cusano, qualche giorno fa, è intervenuto anche il professor Meluzzi: “Siamo davanti ad un classico: Due serial killer che hanno un’attitudine ad uccidere per voler somigliare a Dio. Cazzaniga eliminava pazienti probabilmente terminali o pre-terminali con un cocktail di farmaci che, dobbiamo dirlo, entrano a far parte di quelle che sono chiamate sedazioni terminali che vengono in qualche modo concordate, anche con la famiglia, a letto del malato in agonia. Cazzaniga non è stato immediatamente indagato per questo motivo, le sedazioni terminali fanno parte di protocolli che da tempo sono applicati; una scelta percorsa, sostengo a ragione quando concordata, per mettere fine alle sofferenze del malato. Il ‘Protocollo Cazzaniga’ passava come qualcosa di normale per questo motivo“.

Purtroppo non è l’unico caso registrato in Italia: dal 1992 a oggi sono diverse le situazioni nelle quali medici o infermieri si sono improvvisati angeli della morte. Tra questi ricordiamo: Fausta Bonino, infermiera accusata dell’omicidio di tredici persone per iniezione di eparina tra il 2014 e il 2015 e arrestata lo scorso 31 marzo, Daniela Poggiali, condannata all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Bologna per l’omicidio di una donna di 78 anni, e ancora Angelo Stazzi, Sonya Caleffi, Antonio Busnelli e Alfonso de Martino.

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