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Medico ucciso a botte, il rumeno ride e confessa: “Ha avuto una storia con la mia donna”

Non si è trattato di un rapina finita male, ma di un omicidio programmato ed eseguito per vendetta, per una presunta rivalità in amore. I tre giovani rumeni fermati ieri con l’accusa di aver inferto un pestaggio mortale a Lucio Giacomoni, medico 71enne in pensione residente a Mentana (Roma), hanno confessato il delitto.

Il 24enne Daniel Vuducà, esecutore materiale dell’aggressione, ridacchiava davanti al pm Luigi Pacifici che lo interrogava, e senza problemi riferendosi alla vittima ha detto: “Ha avuto una storia con la mia donna. Appena l’ho visto ho perso subito la testa. Giù botte, calci e pugni. Solo dopo abbiamo rubato qualcosa nella villetta. E alla fine siamo tornati a casa, ci siamo fatti una doccia e siamo andati al Mc Donald’s. Il conto? Lo abbiamo pagato con i soldi della rapina”.

I suoi complici, Alexandru Ionel Mihai (26 anni) e Ovidiu Bicu (25 anni), hanno cercato di tirarsi fuori da qualunque responsabilità, uno di loro ha pianto durante il lungo interrogatorio nella procura di Tivoli. L’altro infine ha ammesso: “L’idea è venuta fuori a cena. Cercavamo tanti soldi, almeno ventimila euro. Ma non volevamo ammazzare nessuno … abbiamo trascinato via con noi la compagna lasciandole il telefonino, appunto per chiamare, su nostra indicazione non prima di mezzora, i soccorsi”. I tre aggressori si trovano adesso nel carcere di Rebibbia.

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