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Melania Rea, motivazioni sentenza Cassazione: Parolisi agì in preda ad impeto d’ira

Melania Rea fu massacrata dal marito, Salvatore Parolisi, il quale agì durante una “esplosione d’ira” scaturita da un litigio avuto con la moglie, molto probabilmente dovuto alla sua “conclamata infedeltà coniugale”. Queste le motivazioni della Corte di Cassazione che ha condannato l’ex caporale dell’esercito per l’omicidio della moglie Melania, uccisa a 29 anni il 18 aprile 2011 a Civitella del Tronto.

I giudici hanno stabilito che si trattò di un delitto consumatosi senza premeditazione e avvenuto quindi “in termini di occasionalità”. Le 36 coltellate inferte alla giovane donna e il tentativo fallito di sgozzamento non sono stati ritenuti sufficienti dalla Corte per riconoscere a Parolisi l’aggravante della crudeltà. Così recita, infatti, la motivazione della sentenza: “La mera reiterazione dei colpi non può essere ritenuta come aggravante di crudeltà”.

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