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Melania Rea, sentenza in Cassazione per Salvatore Parolisi: un’impronta di sangue la sua speranza

È attesa per il 10 febbraio l’udienza in Cassazione a carico di Salvatore Parolisi, il caporale maggiore dell’esercito italiano condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea, avvenuto nell’aprile del 2011.

Ieri sera a Quarto Grado, su Rete 4, il legale di Salvatore Parolisi, Nicodemo Gentile, ha parlato della “presenza di una pluralità di tracce certe al chiosco” in cui fu rinvenuto il cadavere di Melania, e mai prese in considerazione nelle indagini che hanno portato alla condanna del caporale maggiore. Nello specifico ci sarebbe una impronta di scarpa sul ballatoio del chiosco delle Casermette, in provincia di Teramo, che la perizia del dottor Barberini ha stabilito non appartenere al condannato. Il tacco della scarpa che ha lasciato l’impronta di sangue sarebbe infatti riconducibile al numero 40, Parolisi invece calza il 43.

Qualora venisse confermata la condanna a 30 anni, emessa con sentenza di primo grado il 26 ottobre 2012, dal giudice Marina Tommolini del Tribunale di Teramo, l’avvocato Gentile ieri ha dichiarato la ferma intenzione di fare ricorso.

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