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Meningite: chi deve fare la profilassi

Meningite: chi deve fare la profilassi

Meningite, chi deve fare la profilassi? Nelle ultime settimane si parla tanto di questa influenza che colpisce le membrane che rivestono le meningi. Quando si registra un caso di meningite si sente sempre parlare di “profilassi”. Ma di cosa si tratta? Come avviene? Quali sono i soggetti a rischio? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

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Meningite: profilassi, cosa è

Cosa è la profilassi contro la meningite? La segnalazione di un sospetto clinico di meningite batterica deve essere trattata come una urgenza dai Servizi di Prevenzione, e pertanto devono essere attivate immediatamente le misure di profilassi, in attesa dell’identificazione laboratoristica dell’agente patogeno. Immediatamente deve essere attivata l’indagine epidemiologica, per individuare la possibile fonte di contagio e le persone esposte, da sottoporre a sorveglianza sanitaria ed eventualmente a chemio-profilassi.

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Meningite: profilassi, come avviene l’indagine

L’indagine deve essere volta ad identificare conviventi e contatti stretti nel periodo di 10 giorni precedenti l’ultimo contatto con l’ammalato a partire dalla data della diagnosi. I 10 giorni sono il tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria, tenuto conto del massimo periodo di incubazione della malattia; qualora al momento dell’identificazione dei contatti fossero già trascorsi 10 giorni dall’ultimo contatto, gli individui esposti non sono considerati a rischio.

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Meningite: chi deve fare la profilassi

Stretta sorveglianza sanitaria dei contatti familiari, scolastici, di lavoro, per 10 giorni: gli individui esposti che presentino febbre devono essere subito visitati; se indicata, deve essere instaurata terapia antibiotica adeguata. Per attivare la sorveglianza sanitaria devono essere informati i Medici di Medicina Generale ed i Pediatri delle persone esposte, e nel caso risiedano in altre ASL, i rispettivi Servizi di Igiene Pubblica; è bene informare anche i servizi di Guardia Medica. A tal fine in ogni Distretto devono essere disponibili per tutti gli operatori sanitari le liste aggiornate dei bambini frequentanti gli asili nido (anche privati) e le scuole materne.

Meningite Batterica

Meningite: profilassi, soggetti ad alto rischio

Profilassi meningite, ecco chi sono i soggetti ad alto rischio:

  • contatti conviventi: specialmente bambini piccoli.
  • contatti dei bambini degli asili nido e contatti dei bambini di scuole materne, purché i contatti siano stati sufficientemente intimi da aver condiviso stoviglie. Nel caso degli asili nido sono considerati tali tutti i presenti, anche il personale di assistenza; nel caso delle scuole materne solo i bambini della sezione, e quelli che hanno condiviso con il caso indice il locale di riposo pomeridiano.
  • Esposizione diretta alle secrezioni del paziente affetto attraverso baci, condivisione dello spazzolino da denti, delle posate.
  • Soggetto che ha mangiato o dormito frequentemente nella stessa abitazione del paziente indice (in questo gruppo vanno valutate le persone che frequentano dormitori collegi, caserme e affini).
  • Contatti non protetti durante intubazione endotracheale o respirazione bocca-bocca.

Per quanto riguarda il periodo di tempo entro il quale sottoporre a chemioprofilassi i contatti ad “alto rischio”, quest’ultimo si stabilisce in 48 ore dall’ultimo contatto con il caso. Per tutti gli altri vale sempre la sorveglianza sanitaria per 10 giorni tramite i propri curanti, che valuteranno anche l’opportunità di sottoporre a chemioprofilassi le persone che, per le condizioni di immunodeficienza sopra elencate, siano più suscettibili.

Meningite: soggetti a basso rischio per la profilassi

Quali soggetti, invece, nonostante siano stati a contatto con pazienti colpiti da meningite non devono sottoporsi a profilassi?

  • contatto casuale: nessuna storia di esposizione diretta alle secrezioni orali del malato, per esempio compagni di classe o di lavoro.
  • Contatto indiretto: contatto esclusivamente con un contatto ad alto rischio, nessun contatto diretto con il paziente indice.
  • Personale di assistenza che non è stato direttamente esposto alle secrezioni orali del paziente.

L’esposizione durante la frequenza di altre collettività: piscine, palestre, discoteche, etc andrà di volta in volta valutata con il Servizio di Igiene Pubblica, tenendo conto dell’entità del rischio, valutato in termini di intimità del contatto.

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