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Meningite in Italia, è davvero allarme? Gli ultimi casi, cosa c’è da sapere

Dopo la morte del giovane a Roma viene da chiedersi se in Italia sia allarme meningite. La vittima aveva soltanto 15 anni ed era uno studente dell’Istituto “Amerigo Vespucci” della Capitale. Il ragazzo si è spento ieri nel reparto di terapia intensiva pediatrica del Policlinico Umberto I poco dopo il ricovero per meningite. In una nota l’assessorato alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio ha fatto sapere: «Le cause del decesso sono dovute a una sepsi meningococcica. Sono immediatamente scattate, seguendo i protocolli clinici, le procedure di profilassi presso i famigliari del ragazzo e gli amici che erano stati in contatto».

Meningite in Italia c’è da preoccuparsi? Gli ultimi casi

La profilassi è stata estesa anche alla scuola frequentata dallo studente, in più è stato contattato il Miur perché l’iter della profilassi fosse somministrato a tutte le persone che hanno avuto a che fare con il 15enne che aveva svolto nei giorni scorsi uno stage formativo. Sempre nel documento l’assessorato alla Sanità e all’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio ha specificato: «La situazione è sotto controllo». Intanto Valeria Rossomanno, la madre del 15enne di Roma morto per meningite, a “Il Messaggero” ha voluto parlare del suo amato Federico: «Spero che la sua morte non sia vana. Lo avevo vaccinato quando era ancora piccolo per il meningococco B, adesso che era adolescente non avevamo pensato agli altri tipi di vaccinazioni consigliate!». La donna una volta arrivata in ospedale sapeva che la situazione si era fatta piuttosto grave: «Gli dicevo stai tranquillo, lui mi faceva sì con la testa. Era su una sedia a rotelle, è scomparso dietro una porta e l’ho riabbracciato quando ormai era troppo tardi!». L’adolescente è morto purtroppo il 14 gennaio scorso. Accanto a questo caso si aggiunge quello della 25enne di Signa ricoverata al reparto di rianimazione all’ospedale fiorentino di Careggi per una meningite. Le sue condizioni sarebbero parse sin da subito gravi. Sempre ad inizio gennaio era stata la volta di un 35enne in provincia di Reggio Emilia. Questi è stato portato all’Ospedale di Parma, qui si trova in condizioni stazionarie ma sempre importanti e si sta sottoponendo alle terapie.

Meningite cos’è? Come riconoscerla? Come si previene?

Come si riconosce la meningite? E cos’è? E soprattutto come si previene? Tra gli agenti batterici che causano la meningite, che è un’infiammazione delle membrane che ricoprono l’encefalo e il midollo spinale, chiamate appunto meningi, il più preoccupante è Neisseria meningitidis (meningococco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X. Individuarla subito non è facile: accanto ai sintomi che compaiono nelle prime ore, febbre alta e mal di testa, si aggiungono poi dolori ai muscoli e stati di rigidità soprattutto nel collo, intolleranza alla luce e ai suoni. I sintomi più gravi? Convulsioni, perdita di conoscenza e comparsa di macchie. L’unico modo per difendersi la vaccinazione.

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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